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Svizzera
Nessun felino gigante in giro per Epalinges
Immagine Polizia Canton Vaud
Immagine Polizia Canton Vaud
Ginevra Benzi
4 anni fa
Smentita dal veterinario cantonale vodese l’ipotesi che l’animale avvistato fosse un grosso felino. Al momento la tesi più probabile è che si tratti di un cane randagio

Nel pomeriggio di giovedì 31 marzo la Polizia di Losanna ha ricevuto una segnalazione riguardo a un presunto leone che si aggirava nei pressi della foresta di Epalinges. Oltre a scatenare un po’ di panico, la notizia ha mobilitato le forze dell’ordine vodesi che si sono prontamente messe alla ricerca del grosso felino con il supporto di un elicottero dell’esercito. Anche una scuola ha preferito prendere delle misure precauzionali di fronte a un potenziale pericolo.

Dalla segnalazione al falso video TikTok
A seguito dell’insolito avvistamento, sul web ha cominciato a circolare un video che alimentava ancora di più i sospetti legati alla presenza su suolo losannese del felino. Ma se si presta maggiore attenzione ai dettagli presenti sullo sfondo, il filmato non può essere stato girato in Svizzera. Come reso noto dal quotidiano online 20Minute, è infatti presente un cartello stradale che non esiste su suolo elvetico.

Ipotesi smentita
Inizialmente, stando a quanto riportato dal sito ufficiale del Canton Vaud, nessuno fra Polizia, guardia della fauna selvatica, prefettura e veterinario cantonale hanno potuto confermare né smentire che si trattasse effettivamente di un felino selvatico. Per precauzione le ricerche sono infatti proseguite, senza però aver mai trovato l’animale in questione. Solo in seguito sono state rinvenute delle impronte di zampe vicino alla zona in cui era stata segnalata la presenza del misterioso animale. Quel che è certo è che queste non corrispondono a quelle di un felino; il veterinario cantonale ipotizza che si tratti di un grosso cane randagio, supposizione ancora da verificare.

Le false informazioni costano caro
Per chiunque diffonda volontariamente informazioni false, ricordiamo, il rischio è alto e può tradursi in due differenti reati: pubblica intimidazione e falso allarme. Entrambi i reati sono punibili con una pena pecuniaria o un massimo di tre anni di reclusione.

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