Cerca e trova immobili
Svizzera
Nessun caso in Svizzera, le misure supplementari di Berset
Nessun caso in Svizzera, le misure supplementari di Berset
Nessun caso in Svizzera, le misure supplementari di Berset
Redazione
7 anni fa
Prevista una campagna d'informazione alla frontiera, maggiori test e il potenziamento della hotline in tutte le lingue nazionali

Non ci sono finora casi confermati di coronavirus (Covid-19) in Svizzera. Lo ha annunciato poco fa il ministro della sanità, Alain Berset, in conferenza stampa a Berna, presentando una serie di misure supplementari: maggiore informazione, prontezza operativa e ulteriori esami.

"Sono stati finora effettuati accertamenti su circa 300 casi sospetti, tutti sono risultati negativi", ha spiegato il consigliere federale, aggiungendo che ci sono ancora alcune decine di persone in quarantena. Il rischio per la Svizzera resta elevato, ha ribadito. "Siamo in contatto costante con il ministro della salute italiano Roberto Speranza, così come le autorità di tutti i Cantoni, in particolari del Ticino, che riceverà sostegno nei prossimi giorni" ha proseguito Berset.

Le misure: campagna alla frontiera, più test e hotline potenziata

La taskforce diretta dall'UFSP e operativa dallo scoppio dell'epidemia virale si è riunita stamattina e ha deciso provvedimenti supplementari. "Ci sarà una campagna di informazione alla frontiera, soprattutto al Sud, per i pendolari che abitano al confine e negli aeroporti" ha detto Berset. Ci vorrà qualche giorno per organizzare la campagna, con il personale dei mezzi di trasporto pubblici e le guardie di confine che verranno istruite su come procedere. Sono previsti cartelloni e flyer. Le disposizioni alle frontiere valgono per il Ticino, ma anche per i Grigioni e il Vallese, cantoni che confinano con l'Italia.

È poi prevista una seconda campagna di informazione sulle misure di protezione individuali, rivolta all'intera popolazione. "Le misure igieniche come il lavaggio delle mani sono molto importanti", ha ricordato Pascal Strupler, direttore dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). 

Verrà inoltre aumentata la capacità dei laboratori per effettuare test. In tutta la Svizzera potranno essere analizzati fino a 1000 casi sospetti al giorno. I colleghi del laboratorio di Ginevra daranno inoltre man forte ai colleghi ticinesi. Sono inoltre stati aumentati i criteri con i quali le persone verranno sottoposte ai test. Gli ospedali analizzeranno anche i casi di pazienti con problemi respiratori. Nei prossimi giorni la Confederazione rifornirà di mascherine ospedali e medici in Ticino, attingendo dalle scorte federali.

Sarà pure potenziata la hotline informativa in tutte le lingue nazionali, che negli ultimi giorni ha conosciuto un’intensificazione delle chiamate (170 sabato, 270 ieri).

Nessuno svizzero contagiato in Italia

Non ci sono al momento cittadini svizzeri residenti in Italia che hanno contratto il virus, hanno detto le autorità a Berna, specificando che i consolati a Roma e Milano informano costantemente la popolazione. Nella capitale lombarda sono circa cinquantamila gli svizzeri registrati presso il consolato svizzero. In base alla stima della situazione attuale, non vi sono limitazioni all’ingresso in Svizzera.

Prossime riunioni 

Questo pomeriggio si riunirà lo Stato maggiore federale Protezione della popolazione per analizzare la situazione e discutere altri possibili provvedimenti. Questo organo coordina gli interventi a livello federale, come in caso di pericoli per la salute pubblica, e si è già riunito più volte da quando è scoppiata l'epidemia in Cina.

 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata