Nelle direzioni delle grandi imprese solo il 13% di donne
Le maggiori aziende quotate svizzere hanno ancora molto da fare per rispettare la quota di donne nelle direzioni e nei consigli di direzione prevista dalla legge
di Keystone-ATS
Nelle direzioni delle grandi imprese solo il 13% di donne
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Le aziende svizzere hanno ancora molta strada da fare per avere più donne nelle loro direzioni: la maggior parte delle società quotate nell’SMI, il principale indice della borsa elvetica, non raggiunge la soglia del 20% definita dalla legge e nessuna di esse ha un Ceo femminile. La Confederazione non brilla nel confronto internazionale. Complessivamente le 20 imprese dell’SMI hanno il 13% di membri delle direzione donne, con un aumento di un punto percentuale rispetto al 2020, rivela un’analisi pubblicata oggi della società di consulenza del personale Russell Reynolds. Nessuna si trova inoltre alla presidenza dell’organo esecutivo e solo una ha la responsabilità delle finanze (CFO).

I grandi gruppi svizzeri sono quindi ancora lontani dal rispettare la normativa, entrata in vigore quest’anno, che prevede per le società quotate in borsa con almeno 250 dipendenti una quota del 30% di donne nei consigli di amministrazione (Cda) e del 20% nelle direzioni. Le società avranno comunque cinque anni per modificare la composizione dei Cda e dieci anni per gli organi esecutivi. Anche allora non saranno peraltro previste sanzioni: le aziende non in regola dovranno infatti solo spiegare nel loro rapporto d’esercizio perché non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e presentare misure per migliorare la situazione.

Sette ditte dell’SMI sono comunque virtuose, in un ottica femminile, e superano il 20%: le più performanti sono Credit Suisse (27%), Lonza (25%) e Zurich (25%). La gran parte si situa fra l’8% di Swiss Re e il 17% di Nestlé. I peggiori risultati - niente donne nel management - sono segnati da Swisscom, Swiss Life, SGS, Richemont, Geberit e Alcon. Gli autori della ricerca hanno inoltre peraltro anche notato come nessuna delle dirigenti di nuova nomina sia di nazionalità svizzera.

Le società quotate nell’indice ampliato SMIM, da parte loro, hanno fatto un sensibile balzo in avanti, passando da una quota dell’8% nel 2020 al 13% di quest’anno. Temenos (36%), Ems-Chemie (25%) e Logitech (25%) sono le aziende maggiormente avanzate in termini di management femminile, mentre SIG Combibloc, Cembra Money Bank e Flughafen Zurich hanno direttori tutti uomini. C’è anche una Ceo donna: si tratta di Magdalena Martullo-Blocher (Ems-Chemie).

In un confronto internazionale la Svizzera si situa in fondo alla classifica, che è dominata dalla Norvegia, con una quota del 30% di donne nella gestione delle loro grandi imprese. Seguono Regno Unito (26%) e Svezia (25%). Il dato della Confederazione non si discosta peraltro molto da quello di suoi vicini quali Germania (11%) e Italia (13%).

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