
Gli ospedali svizzeri l'anno scorso hanno effettuato 18,3 milioni di consultazioni ambulatoriali e quasi 1,5 milioni di ricoveri stazionari. Rispetto al 2015, il numero è cresciuto rispettivamente del 6,1% e del 2,6%: un'evoluzione che si rispecchia anche nei costi. Negli ultimi cinque anni quelli ospedalieri ambulatoriali sono saliti ogni anno del 6,5%, quelli stazionari del 3,5%, riferisce un comunicato odierno dell'Ufficio federale di statistica (UST). Nel 2016 il settore ambulatoriale ha generato il 29% dei costi, per un ammontare di 7,4 miliardi di franchi (+6,8% rispetto al 2015). Per i ricoveri la cifra è risultata di 18,6 miliardi di franchi (+1,6%). Nelle 569 sedi di ospedali e cliniche svizzere sono state registrate 1,5 milioni di degenze, che hanno riguardato oltre un milione di persone. Ciò corrisponde ad appena il 12% della popolazione, sottolinea l'UST. Mediamente un caso stazionario è quindi costato 12'900 franchi, 100 in meno rispetto al 2015. Artrosi, problemi alle articolazioni e alla schiena sono stati la prima causa di ricovero (190'000 casi), seguiti da infortuni (183'000) e malattie cardiocircolatorie (157'000). Per la prima volta, i ricoveri per disturbi psichiatrici o comportamentali (compresa demenza e schizofrenia) hanno superato la soglia di 100'000 casi. In particolare, le depressioni sono state fonte di oltre 28'000 ricoveri, un numero mai raggiunto prima. Nelle cliniche di maternità sono venuti al mondo oltre 86'000 bambini, di cui più di 28'000 mediante taglio cesareo (33%). D'altro canto l'UST ha rilevato anche l'anno scorso un aumento dell'uso di apparecchiature di diagnostica per immagini negli ospedali. Negli ultimi cinque anni il numero di apparecchi a risonanza magnetica è quello che è cresciuto di più (23%). Seguono gli apparecchi per scansioni ad emissione di positroni (17%) e dai tomografi computerizzati (8%).
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