
Nel 2020 il costo dei medicamenti in Svizzera ha raggiunto i 7,7 miliardi. Il dato emerge nel rapporto annuale sui medicinali di Helsana. I costi sono saliti dell’1,2% a fronte di una leggera diminuzione del volume di farmaci acquistati rispetto al 2019 (-2,2%). I costi più importanti sono da ricondurre a farmaci immunosoppressori e farmaci contro il cancro.
Boom di psicofarmaci e vitamina D
Il 2020 è stato segnato dalla pandemia e dal confinamento in primavera. Nel corso di questo periodo è aumentato l’acquisto di psicofarmaci, sonniferi nonché di vitamina D3. In una prima fase era stato affermato che questa vitamina avrebbe protetto dal covid. Malgrado degli studi abbiano sconfessato questa teoria l’acquisto di vitamina D3 è rimasto costante, ben sopra il livello degli ultimi anni.
Problemi d’approvvigionamento
Il rapporto di Helsana sottolinea anche come da diversi anni siano in aumento in Svizzera le difficoltà di approvvigionamento di medicinali. La causa del problema è il calo a livello mondiale dei produttori e la conseguente concentrazione della produzione in poche località. Il mercato elvetico è piccolo e quindi è spesso uno dei primi a soffrire delle strozzature nell’offerta.
Già nel 2019, anno non ancora segnato dalla pandemia, vi era una penuria di approvvigionamento per un totale di 673 prodotti e 371 sostanze attive. Fortunatamente le carenze di fornitura non sono state per la maggior parte critiche, dato che per compensarle erano disponibili soluzioni con altre dimensioni delle confezioni o dosaggi. Tuttavia quasi un terzo delle carenze si è rivelato molto critico, visto che solo un preparato era disponibile sul mercato elvetico. Secondo Helsana sussiste un problema che va risolto: sono necessarie soluzioni innovative per migliorare e assicurare la situazione dell’approvvigionamento.
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