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"Nel 2019 i costi della sanità aumenteranno del 3,7%"
"Nel 2019 i costi della sanità aumenteranno del 3,7%"
"Nel 2019 i costi della sanità aumenteranno del 3,7%"
Redazione
7 anni fa
Secondo uno studio del KOF le cause sono dovute dall'aumento dei salari e dall'invecchiamento della popolazione

I costi della sanità pubblica continuano a crescere: stando al nuovo studio semestrale del KOF, l'incremento raggiungerà quest'anno il 3,7%. Il forte aumento è dovuto in particolare al lieve aumento dei salari e all'invecchiamento della popolazione. In base allo studio presentato oggi dal Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo (KOF), questi due fattori hanno determinato una crescita dei costi superiore a quella degli ultimi due anni.

Secondi i dati aggiornati dell'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2018 l'incremento ha raggiunto il 2,8% e nel 2017 il 2,6%. Se si considera che il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto più lentamente, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL è salito dal 12,2% nel 2016 al 12,3% nel 2017.

Il KOF prevede che nel 2020 la spesa sanitaria aumenterà del 3,6% e che il rapporto tra costi della sanità e PIL salirà l'anno prossimo al 12,6%. Quest'anno saranno spesi per ogni abitante in media 10'244 franchi per la salute. Nei dodici mesi successivi la fattura dovrebbe salire a 10'517 franchi.

Per il 2019 è previsto un aumento dei salari nel settore sanitario superiore agli scorsi anni, come pure un più forte incremento delle persone anziane. Gli esperti del KOF prevedono in particolare che la spesa per i "servizi di supporto", che comprende le analisi di laboratorio, continuerà a crescere fortemente, anche se ad un ritmo più moderato rispetto al recente passato.

Continua inoltre il progressivo trasferimento dalle cure stazionarie a quelle ambulatoriali, mentre l'incremento di persone bisognose di cure infermieristiche determinerà un ulteriore crescita delle "cure di lunga durata".

Anche l'importanza del settore sanitario per l'economia svizzera continua a crescere. Tra il 1997 e il 2016, la quota parte del settore per rapporto al valore aggiunto complessivo è passata dal 3,9% al 5,4%. Nel 2017, in questo ramo erano impiegate 281'000 persone, ciò che corrisponde al 7,3% di tutti i salariati (secondo i dati calcolati in equivalenti a tempo pieno).

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