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Nel 2018 la Posta ha perso 122 milioni di utile
Nel 2018 la Posta ha perso 122 milioni di utile
Nel 2018 la Posta ha perso 122 milioni di utile
Redazione
7 anni fa
Fra le cause, le difficili condizioni quadro di PostFinance e la questione relativa alle malversazioni di AutoPostale

La Posta lo scorso anno ha conseguito un utile in calo di 122 milioni di franchi su base annua, a 405 milioni di franchi. L'evoluzione è dovuta ai rimborsi a Confederazione e Cantoni in seguito alle malversazioni presso AutoPostale e alle difficili condizioni quadro presso PostFinance, ha spiegato stamani nel corso della conferenza stampa di bilancio il presidente del consiglio di amministrazione (cda) del gruppo Urs Schwaller.

L'ex consigliere agli Stati (PPD/FR) davanti ai media a Berna ha sottolineato che La Posta ha mantenuto le promesse nella vicenda della filiale dei bus gialli. Per tutto quanto attiene alle competenze dell'ex regia federale, il dossier è chiuso. È invece ancora aperto il fronte penale della vertenza.

Pesano le malversazioni di AutoPostale

AutoPostale ha rimborsato i sussidi indebitamente percepiti. In base alla convenzione firmata lo scorso dicembre con Confederazione, Cantoni e Comuni, il risarcimento complessivo ammonta a 188,1 milioni di franchi. Benché una parte consistente dell'ammontare del rimborso sia stata imputata alle riserve di utile al primo gennaio 2017, i rimborsi gravano anche sul risultato d'esercizio 2018 che è sceso di 77 milioni di franchi, totalizzando un disavanzo di 58 milioni.

Sul risultato operativo incidono anche alcune rettifiche di valore dell'attivo fisso (20 milioni di franchi) e un pagamento a titolo di accordo transattivo per una controversia in Francia (7 milioni): si tratta del contenzioso per concorrenza sleale che ha opposto per anni le controllate francesi CarPostal France e CarPostal Interurbain e tre concorrenti locali nel trasporto di passeggeri.

Obiettivi della Confederazione a portata di mano

Il cda si rallegra del fatto che, ad eccezione di AutoPostale e PostFinance, tutte le unità del gigante giallo abbiano conseguito buoni risultati nonostante il difficile contesto, ha dichiarato Schwaller. La Posta è sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi strategici posti dal suo proprietario, ossia la Confederazione, ha aggiunto il supervisore in capo del gruppo.

Aperta è la questione dei dividendi che la Posta dovrà versare alla Berna federale in futuro, si legge in un comunicato diramato oggi. Il Consiglio federale ha infatti deciso che PostFinance deve costituire un capitale proprio supplementare in virtù della propria rilevanza sistemica. Ciò significa che in futuro la filiale finanziaria potrà versare alla Posta meno dividendi e che, di conseguenza, anche l'ammontare dei dividendi che l'ex regia federale versa alla Confederazione dovrà essere ridiscusso. Con 501 milioni di franchi, il risultato d'esercizio (EBIT) complessivo registra un calo di 217 milioni rispetto al 2017, in linea con le aspettative della Posta.

PostFinance in difficoltà

Le previsioni della Posta circa le difficili condizioni quadro in cui versa PostFinance hanno trovato conferma. Dai 549 milioni dell'anno precedente, il risultato d'esercizio del braccio finanziario della Posta è sceso a 220 milioni. I ricavi d'esercizio sono diminuiti di 372 milioni di franchi, raggiungendo 1,7 miliardi.

Il calo è imputabile principalmente alla mancanza dei 109 milioni di franchi di utili una tantum realizzati grazie a vendite di azioni l'anno precedente e all'arretramento di 155 milioni di proventi da interessi e dividendi, causato dalla situazione attuale del mercato.

PostFinance ha avviato diverse misure, come la digitalizzazione, tese a porre un freno al calo del risultato. Questo non è però sufficiente a compensare il calo dei ricavi nelle operazioni su interessi.

Consiglio federale nella giusta direzione

La soppressione del divieto di concedere crediti è quindi il fattore centrale per poter garantire a PostFinance redditività nel lungo periodo. L'ex regia federale accoglie dunque con favore la decisione di principio del Consiglio federale di voler abolire tale proibizione. Come sottolinea, citato in una nota Alex Glanzmann, responsabile delle finanze e membro della direzione del gruppo, "si tratta di un fattore importante per il futuro di PostFinance e della Posta e per il finanziamento del servizio universale".

Per servizio universale solido, nuovi utili necessari

Nuovi approcci e modelli di business sono indispensabili per far fronte al calo dei volumi di lettere e alla pressione sui prezzi che affligge in primo luogo il mercato logistico. Il core business rimane una colonna portante dell'attività economica della Posta, ma bisogna agire e generare nuovi utili se si vuole garantire anche in futuro un servizio universale autofinanziato e di alta qualità, che è d'interesse per la società, dichiara la Posta.

Rete degli uffici postali in rosso

Il disavanzo della rete di uffici postali è diminuito di 65 milioni di franchi, attestandosi a un deficit di 94 milioni, grazie al "costante adeguamento delle risorse all'andamento dei volumi", si legge nel comunicato. Parallelamente alla continua riduzione del numero di uffici postali, l'unità RetePostale ha fatto segnare un calo dei ricavi d'esercizio di 57 milioni di franchi a 1,04 miliardi per l'ulteriore diminuzione delle operazioni allo sportello (ad esempio il traffico dei pagamenti è calato del 6%). Il fatturato dei beni commerciali venduti nelle filiali - dagli articoli di cartoleria ai giocattoli - si è contratto di 36 milioni di franchi.

Buoni risultati per altre unità

A causa del costante calo dei volumi delle lettere e del numero di giornali in abbonamento, i ricavi d'esercizio dell'unità PostMail hanno subito una flessione di 114 milioni di franchi. Tuttavia l'utile operativo è risultato in crescita di 18 milioni a 388 milioni di franchi. Il gigante giallo attribuisce il buon risultato al potenziamento dell'efficienza grazie agli investimenti di 23 milioni in centri lettere e nuovi processi di spartizione e recapito.

PostLogistics ha conseguito un utile operativo pari a 145 milioni di franchi, in crescita di 26 milioni, soprattutto in seguito all'aumento (+6,7%) del numero di pacchi. Il fatturato è progredito di 59 milioni di franchi, a 1,7 miliardi. Oltre che ai quantitativi più elevati di colli trattati, l'incremento è dovuto all'acquisizione di una serie di società.

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