
Nel 2016, quasi 17'000 persone hanno chiesto asilo alle guardie di confine. È quanto indica oggi il Consiglio federale, in risposta a una domanda di Valérie Piller Carrard (PS/FR). Fino al 40% di loro - a seconda del periodo - ha fatto perdere le proprie tracce prima della fine della procedura.
Fra il 10 e il 20% delle domande sono inoltre state interrotte perché i richiedenti avevano abbandonato dopo pochi giorni "in modo incontrollato e prematuro" le strutture di accoglienza, precisa il governo. Quest'ultimo rileva che il numero di rinvii verso l'Italia è aumentato, ma non fornisce dati precisi, e aggiunge che sempre più migranti desiderano attraversare la Svizzera per raggiungere un altro Paese. È in forte crescita anche il numero di minorenni. L'accordo di riammissione firmato da Svizzera e Italia non fa differenza tra migranti adulti o minori, ricorda l'esecutivo. Le guardie di confine svizzere consegnano pertanto direttamente alle autorità italiane quelli che hanno meno di 18 anni. Il governo tiene infine a rammentare che i casi di persone vulnerabili, come le donne incinte o i minorenni, vengono trattati in modo prioritario. Questi richiedenti vengono alloggiati separatamente.
"La Confederazione deve pagare di più per l'integrazione"
I Cantoni si lamentano di non riuscire a farsi carico finanziariamente dei rifugiati loro assegnati e invitano quindi il Consiglio federale a riconsiderare l'assegnazione dei contributi.
Venerdì hanno presentato ai consiglieri federali Simonetta Sommaruga e Johann Schneider-Ammann il risultato di uno studio sulla valutazione dei costi da luglio a novembre scorsi, dimostrando che non riescono finanziariamente a far fronte all'aumento considerevole di migranti avvenuto in questi anni.
Un gruppo di lavoro comune di Confederazione e Cantoni analizzerà i risultati dello studio - scrivono i Cantoni in un comunicato odierno - e nel corso dell'estate si valuterà il da farsi. Nelle attuali condizioni, dicono i governi cantonali, non è possibile garantire il successo dell'integrazione; Berna deve mettere a disposizione un supplemento finanziario.
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