
Stretta di mano sì, stretta di mano no. Secondo round. Non manca quasi più nessuno, eccetto forse l'imam di AlpTransit: dopo l'entrata in scena di Nicolas Blancho e del Consiglio centrale islamico, un'altro personaggio "controverso" prende posizione sulla vicenda della scuola secondaria di Therwil (vedi articoli suggeriti).
L'imprenditore franco-algerino era balzato agli onori della cronaca in seguito all'approvazione del diviedo del burqa lo scorso settembre. Nekkaz si era infatti detto disponibile a pagare tutte le multe alle donne sanzionate per aver indossato il niqab negli spazi pubblici.
In molti si sarebbero aspettati un simile sostegno anche agli studenti che verranno multati per non aver stretto al mano al proprio insegnante, ma Nekkaz si è invece decisamente smarcato: "Sono un sostenitore dei diritti fondamentale e del vivere civilmente" - ha dichiarato in un intervista rilasciata al portale Watson.ch - "Non difenderò mai la stupidità umana, da qualunque parte essa provenga. Stringere la mano è un segno di civiltà."
L'imprenditore non sborserà un centesimo per chi si vedrà inflitta la multa prevista dal Governo basilese. Pur giudicando questo provvedimento "un atto di testardaggine", Nekkaz ammette che "rifiutarsi di stringere la mano a un insegnante contribuisce a dare un'immagine negativa dei musulmani in Europa."
Le multe per il burqa, invece, verranno sempre pagate: "Questo divieto va contro la libertà personale", conferma Nekkaz.
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