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Svizzera
Negoziare ancora? Solo l’Udc contraria
Keystone-ats
5 anni fa
Le reazioni di partiti e sindacati di fronte all’impasse creatasi tra Berna e Bruxelles dopo l’incontro odierno tra Parmelin e von der Leyen sull’accordo quadro

In merito al nulla di fatto odierno sull’accordo quadro dopo l’incontro tra Guy Parmelin e Ursula von der Leyen, i partiti chiedono maggiore chiarezza al Consiglio federale e la continuazione delle discussioni per salvare l’intesa. A favore di un abbandono definitivo dell’esercizio rimane l’UDC.

Il PS è per salvare l’accordo quadro
Per il presidente del gruppo socialista alle camere federali, Roger Nordmann, tutto deve essere tentato per cercare di salvare l’accordo quadro. “Non possiamo permetterci un vuoto giuridico con l’Ue”. Il cuore dell’accordo, il meccanismo di risoluzione delle controversie, è stato ben negoziato e dà alla Svizzera un ampio margine di manovra a detta del consigliere nazionale vodese. Il Consiglio federale deve ora fissare le priorità e determinare i punti sui quali è pronto a negoziare, ha detto a Keystone-ATS Nordmann. L’accento dovrebbe essere posto sulla protezione dei salari. Gli altri due aspetti ancora aperti sembrano essere risolvibili.

Per il PPD è il momento di fare un passo avanti
Il presidente del Centro, il consigliere nazionale di Zugo Gerhard Pfister (PPD), ha sostenuto che è il momento di fare un passo in avanti. Le parti hanno l’obbligo di negoziare in modo trasparente e di rivelare i punti sui quali sono disposti a trattare e quelli sui quali non lo sono, ha dichiarato. Il Consiglio federale deve assumersi la proprie responsabilità e continuare a negoziare, secondo una nota del Centro, ma a determinate condizioni: l’accordo quadro deve escludere esplicitamente la direttiva sulla cittadinanza europea, mentre l’intesa sulle misure di accompagnamento non deve indebolire la protezione dei salari. Inoltre va chiarita la questione degli aiuti di Stato. Se le differenze non potessero essere superate, Berna e Bruxelles dovrebbero evitare un’escalation e sviluppare soluzioni che garantiscano buone relazioni bilaterali.

PLR, urgente ottenere risultati
Su Twitter, la presidente del PLR, Petra Gössi, ha accolto con favore la decisione di continuare i colloqui con l’Ue. Tuttavia si è detta delusa dal rifiuto di Parmelin di fare concessioni sulle questioni in sospeso. Non basta rimandare o fingere. È urgente ottenere risultati nei negoziati, ha aggiunto.

L’UDC dice no a ulteriori trattative se inseboliscono l’accordo
Di tenore opposto il giudizio dell’UDC. Il capogruppo alle camere, Thomas Aeschi, ha ribadito che l’accordo serve solo ad applicare la legislazione dell’Ue in Svizzera. Se la Confederazione non vuole indebolire il mandato negoziale deve dire di no a ulteriori trattative, ha dichiarato su Twitter.

Verdi liberali, le richieste di Parmelin un “sabotaggio deliberato”
I Verdi liberali si dicono dispiaciuti che Parmelin sia andato a Bruxelles chiedendo il massimo: un atteggiamento che suggerisce o un “sabotaggio deliberato” dell’accordo quadro o una visione completamente distorta della realtà. Per il partito c’è solo una via d’uscita accettabile da questa impasse: presentare il progetto al parlamento in modo che si possa tenere un dibattito ampio e democratico.

I Verdi irritati che il Governo continui a prendere tempo
In una nota, i Verdi si dicono invece irritati dal fatto che il Consiglio federale continui a prendere tempo senza presentare soluzioni su come superare l’evidente stallo nei negoziati con l’Ue. Agendo in questo modo, il governo sembra voler accettare il fallimento delle trattative, mettendo così in pericolo le relazioni tradizionalmente buone tra la Svizzera e l’Ue. I Verdi sono convinti che, in cambio di concessioni nell’ambito della protezione dei salari, il Consiglio federale dovrebbe rafforzare gli sforzi europei per introdurre imposte minime da applicare alle imprese e un’assistenza amministrativa fiscale completa. Un’estensione corrispondente del mandato negoziale e uno sblocco immediato del contributo di coesione potrebbero contribuire a far progredire le discussioni.

Per i sindacati la tutela dei salari resta essenziale
Anche i sindacati hanno preso posizione dopo l’incontro odierno. Secondo l’Unione sindacale svizzera (USS) il Consiglio federale deve esigere una protezione indipendente dei salari nell’accordo quadro con l’Ue. Senza misure di accompagnamento nella loro forma attuale, sussiste una minaccia di forte pressione su salari e condizioni di lavoro in Svizzera. “I lavoratori devono beneficiare dell’accordo quadro: in Svizzera come in tutta Europa”, sottolinea l’USS. Travail.Suisse si è dal canto suo rallegrato che il presidente della Confederazione abbia difeso la tutela dei salari presso la Commissione europea. L’organizzazione sindacale non sosterrebbe un accordo che va a scapito dei lavoratori. Deve essere chiaro per l’Ue che le misure di accompagnamento elvetiche non siano considerate discriminatorie nei confronti delle imprese europee, ha aggiunto Travail.Suisse, che invita il Consiglio federale a mantenere la sua posizione ferma a questo proposito.

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