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Svizzera
Negozi, no all'armonizzazione degli orari
Negozi, no all'armonizzazione degli orari
Negozi, no all'armonizzazione degli orari
Redazione
11 anni fa
Il Consiglio degli Stati respinge una mozione di Lombardi: "Il turismo degli acquisti soffre per i prezzi elevati, non per gli orari"

L'armonizzazione a livello nazionale degli orari di apertura dei negozi non s'ha da fare. Oggi, con 19 voti a 18 e un astenuto - con il voto preponderante del presidente Claude Hêche (PS/JU) -, il Consiglio degli Stati ha infatti respinto l'entrata in materia sulla nuova Legge federale sugli orari di apertura dei negozi (LANeg). Secondo la LANeg, che concretizza una mozione del "senatore" Filippo Lombardi (PPD/TI), tutti i negozi della Svizzera devono poter rimanere aperti in settimana dalle 06.00 alle 20.00 e il sabato fino alle 19.00 (fino alle 18.00 secondo la versione proposta dalla commissione). Per tener conto di eventuali opposizioni da parte dei cantoni, competenti in materia di orari, i giorni festivi cantonali sono stati esclusi dall'armonizzazione. Lo scopo della nuova legge, ha sottolineato Karin Keller-Sutter (PLR/SG) a nome della commissione, è limitare il turismo degli acquisti. "In Italia l'orario d'apertura dei negozi è stato completamente liberalizzato", ha ricordato la sangallese. La legge permetterebbe inoltre di ridurre la disuguaglianza nei confronti dei negozi nelle stazioni ferroviarie e di servizio. La minoranza della commissione è però riuscita a convincere i "senatori" a bocciare la riforma proposta sostenendo che il turismo degli acquisti è principalmente dovuto ai prezzi troppo elevati e non agli orari di apertura. Molti hanno inoltre rammentato che i progetti volti a prolungare gli orari di apertura sono stati spesso respinti dalla popolazione. Il dossier va al Consiglio nazionale.

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