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Svizzera
Negata la liberazione a un cinese accusato di spionaggio
Negata la liberazione a un cinese accusato di spionaggio
Negata la liberazione a un cinese accusato di spionaggio
Redazione
7 anni fa
IL TPF ha respinto la sua richiesta: negli USA l'uomo rischia di incorrere in una pena fino a 20 anni di reclusione

Il Tribunale penale federale di Bellinzona (TPF) ha respinto la richiesta di liberazione avanzata da un ricercatore cinese, attualmente in carcere in Svizzera in attesa di essere estradato verso gli Stati Uniti.

La vicenda è da mettere in relazione alle indagini in corso negli USA dal 2016 per un caso di spionaggio economico ai danni della società farmaceutica GlaxoSmithKline.

Il cinese, 50enne, chiedeva di essere rimesso in libertà e contestava il rischio di fuga visti i suoi stretti rapporti con la Svizzera, dove vive da circa 20 anni con la propria famiglia. La Corte dei reclami del TPF ha però risposto negativamente: negli USA l'uomo rischia di incorrere in una pena fino a 20 anni di reclusione e vi è quindi il rischio che possa far perdere le tracce per sottrarsi all'estradizione.

L'arresto del cinese era stato chiesto lo scorso anno dalla Corte federale della Pennsylvania. La sentenza del TPF non è definitiva e può essere impugnata dinanzi al Tribunale federale.

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