
Neuchâtel ha deciso di rilanciare a livello nazionale il dibattito sull'introduzione di un congedo maternità in caso di adozione. Il Gran Consiglio si è pronunciato oggi a favore di un'iniziativa del cantone presso l'Assemblea federale. Il decreto in questo senso è stato adottato con 90 voti favorevoli, 19 contrari e due astensioni. Si sono pronunciati contro il progetto soltanto i deputati dell'UDC. Il Consiglio di Stato si è detto favorevole, ma ha espresso riserve in merito alle modalità di applicazione. Secondo la maggioranza dei deputati neocastellani è necessario riconoscere a livello nazionale la parità di trattamento fra bambini adottati e no, applicata attualmente soltanto da alcuni cantoni e città. L'iniziativa chiede di modificare la legge federale sulle indennità per perdita di guadagno in caso di servizio e di maternità, allo scopo di permettere alle donne che adottano un bambino di età da 0 a 8 anni - che non sia figlio del coniuge - di beneficiare di un congedo di adozione equivalente a quello riconosciuto alle donne che hanno partorito. In commissione è stato deciso di portare l'età massima del figlio adottato da 3 - come previsto dal progetto iniziale - a 8 anni, un periodo ritenuto necessario al bambino per stringere i legami con la nuova famiglia e adattarsi al suo nuovo ambiente. Il tema del congedo in caso di adozione è regolarmente sollevato dal 2005. L'ultimo tentativo in ordine di tempo a favore di un congedo di adozione è stato effettuato dal consigliere nazionale ticinese Marco Romano (PPD), la cui mozione è stata bocciata dalla Camera del popolo lo scorso settembre.
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