
Incomincia stamani a Neuchâtel il più grande processo mai organizzato finora in Svizzera in relazione con il mondo orologiero. Il Tribunale penale economico giudicherà 15 persone coinvolte nello "scandalo Jaquet", una complessa matassa di reati fra i quali figura il furto di decine di chili di oro destinate alle imprese orologiere delle Montagne neocastellane. Gli imputati sono accusati di reati quali furto e traffico di prodotti orologieri nelle regioni di La Chaux-de-Fonds e Le Locle nonchè di ricettazione (avvenuta in Francia). Parte degli imputati sarebbero pure implicati nelle due rapine di oro avvenute ai danni delle società Rolex e RSM Décolletages, in cui sono scomparsi complessivamente 39,8 chili di oro. Al processo partecipano le marche orologiere Rolex e de Grisogono, il gruppo Richemont (proprietario degli orologi Cartier), mentre Ulysse Nardin e Franck Muller hanno ritirato le loro denunce. Lo "scandalo Jaquet" ha preso avvio nel 2003 con l'arresto di Jean-Pierre Jaquet, proprietario dell'omonima manifattura orologiera di La Chaux-de-Fonds, nonché del patron dell'impresa di levigatura Miranda SA, anch'essa a La Chaux-de-Fonds. Entrambi figurano fra i principali imputati. Una terza persona, di origine italiana, è accusata di aver svolto un ruolo centrale nella complessa ramificazione di furti di oro e di orologi, nonché di componenti di lusso che hanno permesso la fabbricazione di orologi contraffatti. Il processo dovrebbe durare fino al 3 ottobre. ATS
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