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Svizzera
NE: destra ha riconquistato maggioranza in governo
Redazione
17 anni fa

La destra, incarnata dal partito liberale radicale (PLR), ha riconquistato oggi la maggioranza in seno al Consiglio di Stato neocastellano, persa nel 2005 con l'ingresso dell'ecologista Fernand Cuche. Ironia della sorte, è stata proprio la candidatura di quest'ultimo al secondo turno a porre un termine alla breve supremazia della coalizione rosso-verde. L'ex sindacalista contadino è stato duramente sconfessato dagli elettori, che lo hanno estromesso attribuendogli l'ultimo posto fra i sei candidati in lizza per i cinque seggi dell'esecutivo neocastellano. Cuche ha ottenuto appena 20 573 voti, quasi 8 000 in meno rispetto al candidato liberale-radicale che lo precede. Il socialista uscente Jean Studer ha riconfermato invece gli ottimi risultati ottenuti al primo turno il 5 aprile: il consigliere di Stato è stato rieletto con complessivamente 33 279 suffragi. Al secondo posto si è collocata la sua collega di partito, la consigliera agli Stati Gisèle Ory, con 32 819 preferenze. Segue il drappello dei tre candidati del PLR, che dirigeranno ormai l'esecutivo neocastellano. Nell'ordine sono stati eletti: Frédéric Hainard (29 546 voti), Claude Nicati (28 701) e Philippe Gnaegi (28 440). La partecipazione al voto è stata del 40,67%, una proporzione leggermente superiore al 37,12% del primo turno. Estromettendo Fernand Cuche, gli elettori hanno condannato la strategia elettorale scelta dall'alleanza rosso-verde all'indomani del 5 aprile. Nonostante Cuche si sia collocato in quest'occasione all'undicesimo posto fra 30 candidati, la coalizione formata dai partiti socialista, verde, operaio e popolare (POP) e SolidaritéS, aveva deciso di riproporre il consigliere di Stato uscente per tener conto dei risultati del rinnovo del Gran consiglio. In parlamento, il principale guadagno di seggi era stato conseguito dal partito ecologista, la cui deputazione era salita a 14 seggi, contro 36 (-5) per il Partito socialista, e 10 (+3) per POP-SolidaritéS. Il Partito socialista e i Verdi difendevano inoltre la tesi che gli elettori non si sarebbero azzardati ad eleggere un governo a maggioranza di destra dopo aver designato un parlamento governato dalla sinistra (60 seggi contro 55 per la destra), una tesi ampiamente sconfessata oggi dai votanti. ATS

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