
La Corte di cassazione del Tribunale cantonale neocastellano ha accolto il ricorso presentato dai dirigenti sindacali Vasco Pedrina, Jacques Robert e Michael von Felten contro la condanna per "mobbing" inflitta loro nel gennaio 2008. I sindacalisti erano accusati di aver sottoposto a vessazioni una dipendente della sezione neocastellana dell'allora Sindacato edilizia e industria (SEI). Confermando la notizia diffusa oggi dal sindacato Unia, il cancelliere del Tribunale cantonale precisa che le motivazioni della Corte di cassazione non sono ancora note. Il caso sarà riesaminato nel corso di una nuova udienza, la cui data non è stata ancora stabilita. I tre dirigenti sindacali erano stati condannati nel gennaio 2008 per lesioni personali semplici e infrazione alla legge sul lavoro. Le pene pecuniarie, inflitte con la sospensione condizionale, oscillavano fra 4'200 e 3'500 franchi. I sindacalisti erano stati denunciati nel 2003 da una loro collaboratrice, designata in precedenza alla carica di segretaria della sezione neocastellana del SEI. Tale nomina non era stata approvata dai dirigenti nazionali del sindacato, che avrebbero quindi sottoposto la donna a vessazioni fino ad ottenerne l'allontanamento e poi il licenziamento. In seguito a questa vicenda, la sindacalista licenziata aveva sofferto di una grave depressione nervosa. Gli imputati avevano giustificato il licenziamento della donna con la situazione caotica verificatasi nella sezione di Neuchâtel dopo la scoperta di una vicenda di malversazioni risalente al periodo dicembre 2002 - gennaio 2003. Seppur non coinvolta direttamente nelle malversazioni, la collaboratrice, secondo la difesa dei sindacalisti, avrebbe avuto un comportamento "ambiguo" nei riguardi del nuovo segretario, che aveva ricevuto l'incarico di rimettere ordine nella sezione neocastellana. ATS
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