
Nove presunti affiliati alla cellula 'ndranghetista sgominata tre anni fa nel canton Turgovia - la cosiddetta "società di Frauenfeld" - sono stati condannati in Italia per partecipazione ad associazione di stampo mafioso.
Il Tribunale collegiale di Locri (Reggio Calabria) ha emesso ieri sera la sentenza che prevede condanne fra i 10 e i 13 anni di reclusione. Come riportano i media italiani, la Corte ha accolto l'impianto accusatorio sostenuto dal procuratore antimafia Francesco Tedesco.
Il pubblico ministero (pm) ha richiesto pene di 17 e 20 anni per i due principali imputati, condannati entrambi a 13 anni di prigione. Un decimo imputato è invece stato assolto, così come invocato dallo stesso pm.
Il processo era partito dall'inchiesta "Helvetia" dei carabinieri reggini. Le indagini, avviate nel 2012, avrebbero dimostrato l'esistenza e l'operatività - già dagli anni '70 - della "locale" di Frauenfeld e individuato gli associati, i ruoli e le cariche e soprattutto verificato la dipendenza al crimine calabrese.
L'8 marzo 2016, in seguito ad una rogatoria della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, la polizia cantonale turgoviese aveva arrestato 12 cittadini italiani.
Due degli arrestati non avevano fatto ricorso contro l'estradizione ed erano stati consegnati alle autorità italiane cinque mesi più tardi. Per altri nove si è dovuto aspettare fino alla sentenza del Tribunale federale, che nell'ottobre 2017 ha definitivamente confermato la regolarità dell'estradizione ordinata dall'Ufficio federale di giustizia (UFG).
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