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Svizzera
Nazismo: anche mille svizzeri nei lager, ma nessuno li ricorda
Redazione
9 anni fa

Nei campi di concentramento nazisti soffrirono anche circa un migliaio di svizzeri e non pochi finirono nelle camere a gas o furono uccisi in altro modo, ma né gli storici, né la Confederazione si interessano a loro: lo denuncia il bimensile Beobachter. Non vi sono monumenti che commemorano i cittadini elvetici che fra il 1933 e il 1945 furono vittima del Terzo Reich. Nessuna lista di nomi di svizzeri all'estero, simpatizzanti della resistenza, ebrei, omosessuali, antifascisti o semplicemente individui sfortunati che finirono dietro al filo spinato a subirono i soprusi delle guardie. Nel buco nero precipitarono anche persone con colpe che oggi possono apparire minime: svizzeri che avevano solo ascoltato la "loro" emittente, Radio Beromünster (quella che oggi è la radio SRF). Per questo sono state "spesso crudelmente perseguitate" e "severamente condannato a scopo di dissuasione", si legge in un dossier del Consiglio federale del 1959. Stando agli incarti conservati dall'Archivio federale almeno 723 cittadini elvetici sopravvissero ai campi di concentramento come Dachau, mentre almeno 206 furono fucilati, gasati o uccisi in altro modo. Molti svizzeri nel dopoguerra hanno taciuto sugli atti di sadismo e di violenza subiti nei lager nazisti. Sono noti però alcuni singoli casi, come quello di una famiglia di ebrei svizzeri emigrata in Francia dopo la prematura morte del capofamiglia. Gli arresti avvennero nel 1942 e fu subito attivato il consolato, che però non si mosse: lo fece solo cinque giorni più tardi, quando i componenti della famiglia - la madre e due figli - erano già stati deportati ad Auschwitz. Il più giovane, un 18enne, morì quattro mesi dopo l'arrivo, mentre le date di decesso della sorella 20enne e della madre 45enne non sono note. Gli storici hanno ricostruito vicende individuali come questa. Manca però un lavoro complessivo, una visione d'insieme su tutti i detenuti dei campi, sebbene la loro sorte compaia in diversi rapporti del Consiglio federale degli anni Cinquanta e nonostante esistano oltre 1600 dossier personali negli archivi federali.

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