
I corsi di dialetto svizzerotedesco che il canton Ginevra propone da quest'anno scolastico non intendono scalzare l'insegnamento del buon tedesco né implicano che altri cantoni romandi siano obbligati a fare altrettanto. Lo ha dichiarato oggi il consigliere federale Alain Berset in Consiglio nazionale durante la tradizionale "ora delle domande" rispondendo a un quesito del ticinese Marco Romano (PPD).Nella sua interrogazione, Romano si chiedeva - un po' provocatoriamente - se la decisione di Ginevra non significasse aprire la porta al riconoscimento dello svizzerotedesco quale lingua nazionale, accanto all'"Hochdeutsch", e se tale decisione fosse in sintonia con la difesa del plurilinguismo elvetico.Nella sua "breve" risposta, in italiano, Berset ha voluto gettare acqua sul fuoco: offrendo 18 ore su un anno di dialetto tedescofono, Ginevra vuole semplicemente familiarizzare gli allievi con una lingua parlata nella Confederazione e con la cultura che l'accompagna. "Dialetto e buon tedesco non sono in concorrenza e gli altri cantoni romandi non sono obbligati a seguire l'esempio ginevrino", ha precisato il consigliere federale. Stando a Berset, il tedesco viene addirittura rafforzato a Ginevra.ATS
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