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Svizzera
Nazionale, ripreso dibattito su preventivo 2010
Redazione
17 anni fa

Il Consiglio nazionale ha ripreso stamani il dibattito sul preventivo 2010 della Confederazione. Ha risparmiato dai tagli i settori dell'asilo e dell'esercito e sostenuto la lotta contro il doping. I passaporti biometrici hanno invece subito gli effetti della sfiducia che suscitano a sinistra e nell'UDC. Con 107 voti a 59, il Nazionale ha stralciato un credito di 3 milioni destinato all'introduzione del passaporto biometrico. Questi soldi sono indispensabili per consentire la consegna, da marzo, del nuovo documento rossocrociato, accolto dal popolo, ha sottolineato invano il ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. Un'alleanza composta di PS, Verdi e UDC non ha dato retta a queste argomentazioni. Prima di stanziare i mezzi finanziari, si tratta di determinare se i dati biometrici saranno centralizzati o no in un registro. Il Nazionale - ha ricordato Christian Levrat (PS/FR) a nome della commissione - ha accolto la settimana scorsa un'iniziativa parlamentare che si oppone a qualsiasi centralizzazione dei dati. L'UDC si è invece ritirata sola a chiedere economie per oltre 82 milioni nei mezzi destinati ai richiedenti l'asilo. Il loro numero è in continuo aumento, ha criticato Ernst Schibli (UDC/ZH). Tagliare i crediti - gli ha replicato Bea Heim (PS/SO) - non consentirà di ridurre il numero di coloro che giungono in Svizzera. I tagli non farebbero altro che riversare i costi sui cantoni e prolungare le procedure, ha aggiunto Merz. Altro scontro consueto: quello sull'esercito. Lo schieramento rosso-verde non ha ottenuto alcun taglio supplementare, mentre l'UDC non è riuscita a far lievitare la somma prevista per il materiale bellico. Contrariamente agli Stati, il Nazionale ha accettato di aggiungere un milione di franchi nell'importo destinato alle federazioni sportive per la lotta contro il doping. Questa proposta sostenuta da Margret Kiener Nellen (PS/BE) è stata accolta con 105 voti contro 68, nonostante le proteste del ministro delle finanze. Il dibattito prosegue. ATS

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