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Svizzera
Nazionale: no a iniziativa 6 settimane di vacanza per tutti
Redazione
15 anni fa

"No" a sei settimane di vacanza per tutti. Con 110 voti contro 61, il Consiglio nazionale ha respinto oggi l'iniziativa popolare del sindacato Travail.Suisse che chiede di portare da quattro a sei le settimane minime legali di ferie all'anno. Sullo slancio la Camera del popolo ha pure bocciato altre proposte più moderate in tal senso. Secondo il Codice delle obbligazioni, i lavoratori hanno diritto ad almeno quattro settimane all'anno (cinque per i meno di 20 anni) di vacanza. Prolungare questa durata minaccerebbe l'impiego, ha dichiarato Philippe Müller (PLR/AG) a nome della commissione. I costi della manodopera aumenterebbero del 2% per una settimana supplementare e del 4% per due. Ciò impedirebbe un aumento dei salari. "La qualità di un impiego non si calcola soltanto in numero di giorni di vacanza, ma pure in in termini di salario", gli ha fatto eco Jean-Pierre Grin (UDC/VD). Ma i costi generati dai problemi di salute sul posto di lavoro ammontano a 10 miliardi di franchi l'anno, hanno replicato invano vari oratori di sinistra ed alcuni PPD (fra cui il ticinese Meinrado Robbiani). Secondo uno studio della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), due terzi dei lavoratori soffrirebbero di stress sul lavoro. I casi di burn out, depressione, mal di testa e di schiena sono vieppiù numerosi e il 40% di prepensionamenti volontari sono dovuti a motivi di salute, hanno sottolineato. Inoltre, un dipendente su cinque si iscrive all'AI prima di raggiungere l'età di pensionamento. L'ultimo aumento del numero di settimane di vacanza risale al 1984. All'epoca, "non avevamo computer, né cellulari e il fax cominciava appena ad essere utilizzato", ha precisato invano Franziska Teuscher (Verdi/BE). Oggi, Internet consente in pochi secondi di scambiare dati attraverso il mondo. Tali argomenti non hanno però convinto la maggioranza di centro-destra composta di UDC, PLR, PBD e diversi PPD, che ha seguito le raccomandazioni del Consiglio federale. Pur riconoscendo che la produttività è progredita negli ultimi anni e che anche i lavoratori dovrebbero approfittarne, lo schieramento borghese ha ritenuto infatti che l'allungamento delle vacanze non sia la soluzione ideale. ATS

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