
Il Consiglio nazionale è entrato oggi in materia sul secondo pacchetto di misure della sesta revisione dell'Assicurazione invalidità (AI). Ha tuttavia deciso - con 97 voti contro 90 - di spostare in un nuovo progetto la riduzione delle rendite per figli e la ridefinizione delle spese di viaggio. La modifica - sostenuta dal Consiglio federale - è stata proposta da Maja Ingold (PEV/ZH). La riduzione delle rendite, ha messo in guardia, sarà molto dolorosa se abbinata ai tagli di quelle per i figli. Ha quindi chiesto di trattare separatamente le questioni. Anche il ministro della sanità ha appoggiato questa soluzione, definendola una via mediana e ricordando che le prospettive dell'AI sono migliorate nettamente. Pronti ad appoggiare in maniera compatta l'entrata in materia, i partiti borghesi non erano invece concordi sulla proposta di divisione del progetto. Solo l'UDC ha combattuto in blocco l'idea. Bisogna seguire la commissione per conservare qualche possibilità di risanamento, ha dichiarato Toni Bortoluzzi (UDC/ZH), ricordando che la Confederazione aveva inizialmente posto in consultazione un pacchetto per risparmiare 700 milioni. Niente da fare per la sinistra, opposta all'intero progetto. Con 126 voti contro 60 il plenum ha bocciato la proposta di Silvia Schenker (PS/BS) di non entrata in materia. È ingiusto e cinico far portare agli invalidi la responsabilità della situazione finanziaria di questa assicurazione, ha sostenuto. Il progetto dovrebbe permettere di rimborsare i 15 miliardi di debito dell'AI, ha ricordato Ignazio Cassis (PLR/TI) a nome della commissione. Esso contempla fra le altre cose l'introduzione di rendite lineari, in sostituzione del sistema dei livelli di rendita. Questa misura, molto criticata in consultazione, dovrebbe spingere i beneficiari a lavorare di più. Il Nazionale ha ora iniziato l'esame dettagliato della riforma. Con la separazione del progetto, le proposte della commissione porterebbero a un risparmio di 105 milioni all'anno fra il 2015 e il 2025. Il Consiglio degli Stati ha approvato tagli per 250 milioni ma, al contrario della commissione, ha deciso che gli attuali beneficiari di rendite con meno di 55 anni non saranno toccati dalle nuove misure. ATS
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