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Svizzera
Nazionale entra in materia su assistenza amministrativa fiscale
Redazione
13 anni fa

Il Consiglio nazionale ha deciso - con 123 voti contro 46 e 4 astenuti - l'entrata in materia in merito alla revisione della legge sull'assistenza amministrativa fiscale. I deputati affrontano ora l'esame dei dettagli, che toccano argomenti come l'informazione dei clienti in caso di procedure e la definizione precisa delle richieste raggruppate. La Commissione dell'economia e dei tributi aveva suggerito - con 18 voti contro 7 - di approvare il testo, modificato in alcune parti, senza risparmiare comunque critiche al Consiglio federale, ha ricordato Christophe Darbellay (PPD/VS). La revisione era stata accettata soprattutto per permettere alla Confederazione di soddisfare i criteri richiesti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), in particolare per poter essere ammessa alla seconda fase della "peer-review" (giudizio da parte dei propri pari). "Le norme sull'assistenza amministrativa sono entrate in vigore in febbraio, e ora il governo vuole apportare nuove modifiche in tutta fretta", ha sottolineato Caspar Baader (UDC/BL) chiedendo di non entrare in materia. La Svizzera deve smetterla "di farsi mettere sotto pressione di organismi internazionali come l'OCSE o da altri Stati", ha affermato con decisione. Inoltre, "la richieste raggruppate non sono compatibili col segreto bancario, che ancora esiste". Le modifiche apportate dalla Commissione sono positive, per questo è importante approvare il testo. "La Confederazione deve adeguare le norme agli standard internazionali", ha detto Fulvio Pelli (PLR). Spesso i grandi Stati fanno pressioni, a volte senza passare dagli organismi preposti, e "in un contesto simile un piccolo stato come la Svizzera deve garantirsi sicurezza legislativa", agendo in modo pragmatico, ha dichiarato il ticinese. Questa revisione migliora la trasparenza, per questo motivo siamo favorevoli all'approvazione delle modifiche, ha affermato Louis Schelbert (Verdi/LU). In realtà, però, il testo concede solo il minimo necessario, tanto che "probabilmente saranno necessari nuovi interventi a breve termine", ha sostenuto. È vero, le norme su questo tema sono entrate in vigore in febbraio, ha ammesso la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf. "È passato poco tempo, ma il mondo evolve velocemente e questo vale anche per gli standard internazionali". Per arrivare alla seconda fase della "peer-review" l'approvazione di questo testo è necessaria, ha ricordato. Il progetto prevede che in alcuni casi (prescrizione imminente, rischio di compromettere le indagini) la Svizzera possa prestare assistenza senza prima informare i clienti della procedura in corso contro di loro. La revisione tocca anche temi come la definizione precisa delle richieste raggruppate.

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