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Svizzera
Nazionale, è battaglia sulla fiscalità delle famiglie
Redazione
13 anni fa

L'idea di concedere deduzioni fiscali supplementari ai genitori che accudiscono direttamente i figli divide il Consiglio nazionale. L'UDC ha difeso oggi la sua iniziativa popolare, sostenuta da una grossa fetta del PPD. Le altre formazioni si sono opposte. La decisione è attesa domani. Sono infatti oltre cinquanta gli oratori che hanno chiesto di poter intervenire a titolo personale. La Camera del popolo ha iniziato i tre giorni di sessione speciale occupandosi della cosiddetta iniziativa delle famiglie. Il testo chiede una deduzione fiscale per la custodia dei bambini a casa equivalente almeno a quella riconosciuta alle famiglie che hanno optato per l'affidamento dei figli a terzi. Attualmente, l'imposta federale diretta (IFD) prevede un'aliquota per famiglie e una deduzione di 6500 franchi per figlio. Dal 2011, è pure possibile dedurre le spese di custodia, in caso di affidamento a terzi dei figli fino a 14 anni. A livello federale, questa deduzione può raggiungere i 10'100 franchi. I cantoni possono fissare il limite a loro piacimento. Solo Zugo e Lucerna prevedono uno sconto particolare per le famiglie che non affidano i figli a strutture esterne. Secondo l'UDC, il diritto attuale discrimina la famiglia tradizionale. Assumendo direttamente la custodia dei propri figli, una persona rinuncia a una fonte di reddito. Orbene, al di là delle pressioni finanziarie, occorre lasciare le famiglie decidere liberamente sul sistema di custodia dei figli, ha dichiarato Hansjörg Walter (UDC/TG). Lo Stato non deve immischiarsi sempre di più nell'educazione dei bambini, ha rincarato Sylvia Flückiger (UDC/AG). Bocciando, il 4 marzo scorso, l'articolo costituzionale sulla famiglia - ha aggiunto - il popolo ha detto di non voler favorire l'affidamento dei bambini a terzi. Pierre Rusconi (UDC/TI) ha contestato l'idea secondo cui l'iniziativa vuole solo sostenere il modello di famiglia che vede l'uomo al lavoro e la moglie ai fornelli. L'iniziativa vuole semplicemente abolire una discriminazione tra la famiglia in cui entrambi i coniugi lavorano e quella in cui uno dei due resta a casa ad accudire ai figli. Citando la diminuzione delle nascite, Rusconi si è poi chiesto se vogliamo una famiglia sempre più statalizzata. Di parere diverso, Roberta Pantani (Lega/TI) ha detto che l'iniziativa è un provvidemento a favore di chi ha già il privilegio di poter accudire a un figlio a casa. "Premiare chi è già stato premiato è ingiustificato", ha aggiunto. Roberta Pantani, distanziandosi dal gruppo UDC di cui fa parte, ha poi affermato di "non capire come mai un argomento così nobile come la famiglia debba ridursi a un mero calcolo fiscale". Si è anche chiesta "quali maggiori costi devono sopportare coloro chi si occupano dei figli a casa". Marina Carobbio (PS/TI) si è a sua volta opposta all'iniziativa, che "incoraggia le donne a restare a casa". In realtà, l'iniziativa crea false illusioni - ha proseguito - perché le donne che rinunciano a un'attività lucrativa per accudire ai figli faticheranno poi a trovare un posto di lavoro. Secondo Marina Carobbio, il progetto dell'UDC viola poi il principio costituzionale dell'imposizione secondo la capacità economica. Inoltre - ha sottolineato Marina Carobbio - se l'iniziativa fosse accolta, mancherebbero i mezzi finanziari per il potenziamento delle strutture atte conciliare l'attività lavorativa con la famiglia. L'iniziativa - ha aggiunto - sussidia le famiglie più agiate tramite sgravi fiscali. Inizialmente contrario all'iniziativa, il PPD paladino della politica familiare, è ora in maggioranza favorevole. "Occorre ristabilire una forma di equilibrio nei confronti delle famiglie tradizionali", ha affermato il presidente del partito Christophe Darbellay (VS). UDC e PPD uniti non dispongono tuttavia di una maggioranza parlamentare. Per gli altri gruppi, la proposta dell'UDC viola l'uguaglianza di trattamento fissata nella Costituzione: favorisce le famiglie tradizionali a scapito dell'imposizione secondo la capacità economica.

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