
Dopo un estenuante tira e molla, con 81 voti, contro 61 e 53 astenuti (UDC) anche il Consiglio nazionale ha approvato stamani l'accordo concernente la domanda di assistenza amministrativa degli Stati Uniti relativa a UBS. L'approvazione è stata resa possibile grazie al cambiamento di posizione di una parte dell'UDC. Prima del voto finale, la Camera del popolo, con 106 voti contro 80, ha deciso di sottoporre l'accordo al referendum facoltativo. Questo trattato dovrà ancora superare venerdì lo scoglio delle votazioni finali.L'accordo prevede la fornitura alle autorità americane dei dati bancari di 4450 clienti dell'UBS sospettati di aver evaso il fisco (200 lo avrebbero frodato). Essi sono stati incitati a evadere il fisco dall'UBS stessa sotto la garanzia del segreto bancario elvetico, ha ricordato Jean-Claude Rennwald (PS/JU), chiedendo maggior rigore nei confronti dell'istituto. Per bocca di Caspar Baader (UDC/BL), una maggioranza di democentristi si è detta pronta ad approvare il trattato, dato che il partito ha "ora raggiunto il 95% dei suoi obiettivi".Stati: UBS-USA, no alla Commissione parlamentare d'inchiesta Niente Commissione parlamentare d'inchiesta (CPI) per far luce sul caso UBS: il Consiglio degli Stati, contrariamente al Nazionale, ha affossato questa opzione con 28 voti contro 15. I senatori ritengono che il rapporto dalle commissioni della gestione sia sufficiente e che una CPI non aggiungerebbe nulla. Sostenitori e oppositori all'istituzione di una CPI hanno dibattuto per oltre tre ore. Hans Hess (PLR/OW), relatore della commissioni di gestione, ha sottolineato che il rapporto è dettagliato e completo. "Abbiamo svolto un enorme lavoro, interrogato tutti, una CPI non potrebbe fare di più", ha detto. Molti altri oratori gli hanno fatto eco. "Concentriamoci sul futuro, smettiamola di discutere e cerchiamo ora di applicare misure atte ad evitare che problemi del genere si ripetano", hanno sostenuto molti esponenti dei partiti borghesi. I rappresentanti del campo rosso-verde, pur lodando il lavoro delle commissioni, hanno tentato invano di convincere i colleghi che solo un CPI sarebbe in grado di rispondere alla domande che il rapporto lascia in sospeso e che solo una CPI sarebbe in grado di provocare le necessarie riforme istituzionali.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

