
È una pratica "pericolosa" quella di Giovanna Blanc (nome di fantasia), una signora 70enne domiciliata nella regione di Losanna che da circa dieci anni nasconde presso la sua abitazione rifugiati respinti dalla Svizzera. Per questo atto di solidarietà ha ricevuto minacce e lettere di disapprovazione, senza contare che le autorità non vedono di buon occhio tale pratica, dato che va ben al di là di quanto prescrive la legge.
Ma lei non può fare altrimenti, ha spiegato al Blick, che l'ha incontrata per intervistarla. "È un'azione che non avevo pianificato, ma nasce dal desiderio di andare incontro a coloro che necessitano di un aiuto urgente". Secondo la signora le persone hanno il diritto di rimanere in Svizzera, anche se lo Stato la pensa diversamente. "È un atto di civile disubbidienza".
Molti rifutiati rimangono solo per pochi giorni presso la sua casa, altri rimangono più a lungo finché non hanno trovato una sicura sistemazione. La polizia nel frattempo è a conoscenza della pratica illegale della donna e l'ha più volte esortata a smettere, seguendola un giorno fino a casa. Ma finora non è ancora successo nulla. Alla signora Blanc non sembra comunque importare il rischio che corre: "So che agisco in modo corretto".
Secondo la signora ci sono tante persone in Svizzera che mettono a disposizione la propria casa per aiutare i rifugiati, sopratutto ora che la situazione con i migranti si è aggravata. Una situazione che per la signora non porta che a una conclusione: "Saremo costretti a fare ancora più resistenza contro lo Stato e aiutare i migranti".
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