
La Svizzera dovrebbe punire non solo le mutilazioni genitali praticate sulle bambine, ma anche sulle donne adulte. È quanto sostiene la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in un'intervista pubblicata oggi dal "SonntagsBlick". La commissione parlamentare competente aveva invece proposto di sanzionare solo i casi riguardanti le minorenni. Ogni mutilazione di organi genitali femminili dovrebbe essere dichiarata illegale nel codice penale, afferma la ministra di giustizia e polizia. "La commissione dovrebbe rivedere la sua proposta". La procedura di consultazione del progetto di legge che dava seguito a un'iniziativa parlamentare del Partito socialista si era conclusa una settimana fa. Gran parte delle parti interpellate, si era detta favorevole a sanzioni penali solo nei casi di mutilazione di minorenni. Questa posizione era stata criticata dalla sinistra. Anche se una persona a partire dai 18 anni è libera si fare le proprie scelte, la pressione sociale a volte è talmente forte che è impossibile opporvi resistenza, sottolinea la consigliera federale. "Le donne adulte devono perciò essere protette dalla legge, così che non debbano soffrire a causa della pressione del gruppo", ha aggiunto. L'elaborazione del progetto di legge spetta alla commissione parlamentare, ha spiegato la Widmer-Schlumpf. Né lei né il suo dipartimento hanno avuto finora la possibilità di esprimersi sulla questione. Il Consiglio federale sarà come al solito invitato a prendere posizione sul dossier. Se il parlamento dovesse adottare il nuovo articolo di legge, escissioni, infibulazioni e altre mutilazioni genitali sarebbero punite in Svizzera anche qualora fossero state eseguite in un paese straniero in cui tali pratiche sono tollerate. Gli autori rischierebbero fino a dieci anni di carcere e i reati cadrebbero in prescrizione solo al compimento dei 25 anni da parte della vittima. La mutilazione genitale femminile è praticata tradizionalmente in Egitto e in numerosi paesi a sud del Sahara, in particolare nel Corno d'Africa. Anche la Svizzera è tuttavia toccata, in quanto paese di immigrazione. Secondo l'Unicef vi sono nel mondo circa 130 milioni di donne che hanno subito l'escissione. Oltre 6000 vivono in Svizzera e provengono per la maggior parte da Somalia, Eritrea ed Etiopia. Secondo l'organizzazione dell'Onu per l'infanzia, circa due milioni di bambine ogni anno in tutto il mondo sono sottoposte all'escissione, "operazione" che comporta l'asportazione del clitoride e a volte anche delle piccole labbra. Inoltre viene praticata l'infibulazione, la cucitura - lasciando solo un piccolo orifizio - della vagina. Il tutto senza anestesia e in assenza di precauzioni igieniche. Tale intervento non è prescritto da alcuna religione, ma rientra nella tradizione come rito di entrata nel mondo degli adulti, di purificazione e cosciente soffocamento del desiderio sessuale. Le ragazze che escono vive da questa usanza ne subiscono le conseguenze per tutta la vita: proveranno per esempio dolore a orinare e perderanno qualsiasi piacere sessuale. Inoltre al momento del parto la donna deve essere defibulata, il che provoca consistenti perdite di sangue e spesso anche la morte. ATS
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