
Moutier passa al Canton Giura. I cittadini del borgo hanno confermato l’esito del voto espresso nel 2017, in seguito annullato per presunte irregolarità. Se quattro anni fa lo scarto fra favorevoli e contrari era minimo, pari a 137 voti di distacco, questa volta il fronte pro-giurassiano ha totalizzato 2’114 voti, a fronte di “soli” 1’740 che avrebbero preferito restare con Berna.
Esultano i separatisti
Tra i separatisti, riunitisi in circa duemila, la notizia è stata accolta con soddisfazione e gioia, con bandiere giurassiane al vento e scoppio di petardi.
A causa della pandemia, la campagna di voto si è svolta soprattutto sui social media. Gli argomenti tirati in ballo da favorevoli e contrari sono stati gli stessi del 2017. I separatisti hanno sottolineato le migliori prospettive di sviluppo per la città grazie all'integrazione nel Giura, mentre i favorevoli allo statu quo hanno messo in guardia da problemi soprattutto di natura economico-finanziaria in caso di distacco.
La situazione sanitaria tesa ha condizionato anche la giornata odierna. Il municipio ha vietato per precauzione ogni manifestazione e diviso la città in due: da una parte i separatisti e, dall'altra, i pro-bernesi. A tenere d'occhio il tutto un contingente rafforzato di agenti di polizia, con cani al guinzaglio, che ha pattugliato la cittadina.
Necessario il placet dell’Assemblea federale
Nel tardo pomeriggio è pure giunta la reazione del Consiglio federale, che ha specificato che per il passaggio di cantone, “il Comune di Moutier necessita dell'approvazione dell'Assemblea federale”. La direttrice di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha però salutato la modalità di decisione democratica sull’annosa questione: “La soluzione per la questione giurassiana entra nella storia del Paese come esempio di democrazia vissuta. La libera decisione odierna dei cittadini di Moutier rappresenta la tappa finale per risolvere la questione in modo pacifico”.
Cattolici, protestanti, francofoni: la questione giurassiana
Con il voto odierno, si segna un’ulteriore tappa nella cosiddetta “questione giurassiana”, che affonda le sue radici nell’annessione al protestante e germanofono Canton Berna dell’ex-principato vescovile di Basilea, corrispondente grosso modo al futuro Giura, confessionalmente misto e francofono. Le tensioni e le accuse di discriminazione dei giurassiani all’indirizzo di Berna erano esplose nel 1947, quando il Gran Consiglio bernese si rifiutò di affidare a Georges Moeckli, Consigliere di Stato di origine giurassiana, la direzione del Dipartimento dei lavori pubblici, in quanto francofono. Nel 1974, un voto popolare sancisce il distacco di tre distretti, a maggioranza cattolici, per formare il Canton Giura. Nei decenni successivi, altri scrutini sono stati indetti per decidere la geografia istituzionale della regione. Gli ultimi sono quelli relativi al destino di Moutier, che, Assemblea federale permettendo, dovrebbe ora potere passare al Giura.
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