
Il voto del 18 giugno 2017 sul trasferimento di Moutier dal canton Berna al canton Giura è stato annullato. Lo ha affermato lunedì mattina Pierre-André Comte, segretario generale del Mouvement autonomiste jurassien (MAJ).
La prefetta del Giura bernese Stéphanie Niederhauser ha infatti deciso di invalidare il voto sul trasferimento, accogliendo i ricorsi depositati da 7 cittadini antiseparatisti per asserite irregolarità.
La decisione mette fine a una lunga attesa durata quasi 17 mesi. Gli abitanti della cittadina si erano recati alle urne il 18 giugno 2017 scegliendo, con 137 voti di scarto (2067 "sì", ossia il 51,72%, contro 1930 "no" e 45 schede bianche), di unirsi al Giura.
Niederhauser - si legge in una nota odierna - indica che all'origine dell'annullamento del voto vi è una propaganda inammissibile e cita in particolare l'operato delle autorità di Moutier. Gli interventi di municipio e sindaco prima dello scrutinio giustificano da soli la sua invalidazione, scrive la prefetta.
L'esponente del PLR, partito che a Moutier si è battuto per la permanenza nel canton Berna, riconosce che le autorità avevano diritto di prendere posizione, ma ritiene che avrebbero dovuto "rispettare i principi di proporzionalità, oggettività e trasparenza". Le loro azioni hanno a suo avviso distorto l'opinione della popolazione. Un ricorso denunciava proprio un editoriale scritto dal sindaco autonomista Marcel Winistoerfer (PPD) nel giornale locale pubblicato dal comune.
Motivando la propria decisione, la prefetta ha inoltre citato "problemi di 'turismo elettorale', domicili fittizi e gravi mancanze nell'organizzazione" del voto. Tutti questi vizi sono stati considerati rilevanti da Niederhauser: qualora non avessero avuto luogo, il risultato delle urne "sarebbe potuto essere diverso".
Il voto era stato posto sotto il controllo dell'Ufficio federale di giustizia (UFG), che, inviando degli osservatori a Moutier, lo aveva definito il più sorvegliato della storia svizzera. Per gli autonomisti si era svolto in modo esemplare.
Gli autonomisti: "Rubata la nostra vittoria, è una decisione politica"
"Siamo di fronte a un diniego di giustizia, si tratta di una decisione politica" ha commentato Comte ai giornalisti. "Non accetteremo che ci venga rubata la vittoria ottenuta il 18 giugno 2017", ha aggiunto, ribadendo che la campagna è stata regolare e posta sotto la sorveglianza di osservatori federali. "Reagiremo di conseguenza", ha proseguito il militante, il quale ha rincarato la dose affermando che la prefettura ha agito "su ordine del governo bernese". Per il portavoce del comitato Moutier Ville jurassienne, Valentin Zuber, la questione giurassiana è ora rilanciata.
Secondo gli attivisti, l'esecutivo del canton Berna sta calpestando la democrazia. Zuber, pur invitando alla calma, ha promesso che "torneremo a lottare contro di esso e i suoi rappresentanti".
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