
Ha provocato la morte di tre persone in un incidente stradale e per questo andrà in prigione: ma si è trattato di negligenza, non di omicidio intenzionale. Lo ha stabilito il tribunale di Moutier (BE), che ha condannato un automobilista portoghese di 39 anni a 32 mesi di detenzione, di cui 24 sospesi con la condizionale. La tragedia era avvenuta nelle ore notturne del 18 maggio 2013: il conducente, che stava viaggiando sulla strada fra Tramelan e St-Imier, nel Giura bernese, perse il controllo della sua vettura, che uscì di strada e finì fra gli alberi in una scarpata. Morirono tre portoghesi - un cugino e due amici - che erano in auto con lui, di 29, 31 e 46 anni. Stando alla polizia la velocità era troppo elevata, l'automobilista aveva un'alcolemia di almeno l'1,77 per mille, la strada era bagnata e vi era nebbia. Tenuto conto anche di queste circostanze il ministero pubblico aveva chiesto sei anni di reclusione per omicidio intenzionale con dolo eventuale: ritenendo quindi che l'imputato avesse deliberatamente preso in considerazione il rischio di provocare la morte di qualcuno. Di altro avviso si è mostrato però la corte. "Il tribunale non può giungere alla conclusione che l'accusato sia un omicida nel senso proprio del termine", ha affermato stasera il presidente Jean-Mario Gfeller rendendo pubblica la sentenza. Per i giudici in nessun momento il 39enne ha considerato la possibilità di un simile dramma. È impensabile che l'accusato abbia accettato la morte del cugino e dei suoi amici. "Il tribunale non può fare questo passo", ha sostenuto Jean-Mario Gfeller. Nulla permette di dire che all'imputato non importasse delle persone che gli sedevano vicine.
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