
La reintroduzione della moratoria sull'apertura di studi medici di specialisti solleva un vespaio. Critici sono soprattutto i dottori, siano essi generalisti o specialisti, ma anche assicuratori, ospedali e cantoni. Il progetto del Consiglio federale in primavera dovrebbe comunque raccogliere la maggioranza in parlamento grazie al sostegno di PS, PPD e PBD.Durante la procedura di consultazione, che si conclude domani con un'audizione di tutte le parti interessate dopo due sole settimane, le proposte alternative sono state rarissime. La misura, limitata ad un periodo di tre anni, entrerà dunque verosimilmente in vigore tale e quale dal prossimo aprile, ossia a soli 16 mesi dalla soppressione della precedente moratoria che era rimasta in vigore per dieci anni.Sinistra e centrodestra sono disposti a rilanciare la misura a patto che rimanga provvisoria. A loro avviso, il ripristino della moratoria è la sola soluzione a corto termine in grado di contrastare l'ondata di domande di apertura di nuovi studi. Per l'insieme della Confederazione tra gennaio e settembre se ne sono contate 1500, ossia 600 in più rispetto all'insieme del 2011. In Ticino il fenomeno è ancora più marcato: nei primi sei mesi dell'anno le domande sono cresciute del 327%, passando da 26 a 111.ATS
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