
Diversi cantoni stanno pianificando la sperimentazione di una nuova forma di sorveglianza elettronica cosiddetta "dinamica" nell'ambito della violenza domestica, lo riferisce la NZZ am Sonntag.
Il dispositivo è costituito, oltre che dal braccialetto elettronico che verrà indossato dagli aggressori, da un dispositivo GPS, simile a un telefono cellulare piuttosto ingombrante, che sarà consegnato alle donne minacciate che lo desiderano. Il sistema di sorveglianza rileverà se i due si avvicinano troppo, allarmerà le forze dell'ordine e attraverso il dispositivo la vittima potrà richiedere l'intervento della polizia.
Proteggere meglio le vittime
L'obiettivo di questa nuova forma di sorveglianza è "poter proteggere meglio le vittime di violenza domestica in futuro", ha affermato Janine Repetti-Dittes, direttrice dell'associazione Electronic Monitoring alla quale sono attualmente affiliati 22 cantoni.
Il dispositivo non consente un intervento immediato
"Anche se possiamo seguire in tempo reale le eventuali violazioni di un divieto di contatto, questo non sarà seguito da un intervento istantaneo con elicotteri e agenti di polizia che si calano dalle finestre", osserva la responsabile della giustizia a Zurigo Jacqueline Fehr. Così come la sorveglianza elettronica dinamica non garantisce che un atto di violenza pianificato possa essere prevenuto.
Test pilota al via in primavera
L'avvio della sperimentazione è previsto per questa primavera ed è di competenza della Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP). Secondo la NZZ am Sonntag i primi risultati dei test pilota sono attesi nel 2024.

