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Svizzera
Moltiplicati per 17 i frontalieri ungheresi
Redazione
12 anni fa
La clausola di salvaguardia è un flop. Lo dimostra il forte aumento dell'immigrazione dai paesi coinvolti

Settimana prossima decade la clausola di salvaguardia decisa un anno fa dal Consiglio federale nei confronti di otto Paesi dell'Unione europea (i cosiddetti UE8, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) con l'obiettivo di frenare l'immigrazione.

Tempo di bilanci.

Ebbene, la clausola di salvaguardia si è rivelata essere un grandissimo flop. Basti pensare che nel 2013 il numero di immigrati provenienti da quegli otto Paesi è stato superiore a quello dell'anno precedente.

"Chi voleva aggirare la clausola, poteva farlo benissimo" ha dichiarato il segretario regionale di UNIA per la Svizzera centrale, Giuseppe Reo, al Sonntagsblick, che oggi riporta i dati dell'immigrazione nel periodo della clausola.

Anziché chiedere permessi di lunga durata, infatti, gli immigrati sono giunti nel nostro Paese come frontalieri, o con permessi di breve durata. Lo dimostra il fatto che nel 2013 il numero di frontalieri provenienti dall'Ungheria è esploso, moltiplicandosi per 17.

"Basta che tornino in Patria almeno una volta a settimana" ha spiegato Franco Lurati, membro della commissione tripartita grigionese.

Questa è la regola. Se poi tornano o meno settimanalmente a casa, non è dato sapere. Le verifiche, infatti, non vengono fatte in modo sistematico.

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