
Il canton Ginevra aiuterà la Francia a individuare i cittadini elvetici che vivono nelle regioni francesi a ridosso della frontiera senza essersi registrati presso le autorità competenti. Lo ha indicato il presidente del Consiglio generale dell'Alta Savoia Christian Monteil in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Temps". Si tratta di un fenomeno diffuso, che per i dipartimenti francesi dell'Alta Savoia e dell'Ain comporta mancati introiti fiscali per circa 40 milioni di euro. "A titolo di compensazione finanziaria da parte di Ginevra, i comuni ricevono circa 2000 euro all'anno per ogni frontaliere. La perdita di guadagno è quindi notevole se si pensa che circa 10-20mila persone non sono contabilizzate", ha sottolineato Monteil. Per il 2014 il fondo frontalieri ammonta a 280 milioni di franchi: se vi si aggiungesse anche il denaro mancante si potrebbero finanziare in particolare progetti transfrontalieri legati alla mobilità, ha precisato il presidente del Consiglio generale. Le autorità transalpine dovranno ad esempio farsi carico dell'intero finanziamento di cinque Park&Ride a cui i ginevrini, alle urne, hanno deciso di non contribuire. Attualmente si sta discutendo con le autorità ginevrine su come procedere a uno scambio di informazioni al fine di identificare quelli svizzeri che vivono in Francia pur avendo registrato i loro alloggi come "abitazioni secondarie". "Non si tratterà - secondo Monteil - di una caccia alle streghe o di un'inchiesta di polizia. Facciamo appello al senso civico di tutti, perché sarebbe obbligatorio registrarsi presso le autorità".
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