Molti allentamenti, riaprono le discoteche
Tante le proposte del Consiglio federale per il 28 giugno, dalla fine dell’obbligo delle mascherine all’aperto agli allentamenti dei limiti nei ristoranti, nello sport oltre a grandi eventi e discoteche (con certificato Covid). Previsti anche allentamenti alle frontiere
di MJ
Molti allentamenti, riaprono le discoteche

Oggi il Consiglio federale si è riunito per decidere i prossimi passi verso il ritorno alla normalità e ha comunicato le sue proposte in vista di ulteriori allentamenti il 28 giugno. In conferenza stampa da Berna presenti il Presidente della Confederazione Guy Parmelin e il Consigliere federale Alain Berset. Oltre alle misure indicate qui sotto, previsti anche allentamenti alle frontiere. Potete seguire la conferenza stampa in diretta anche su Teleticino.

Le decisioni
Revoca dell’obbligo della mascherina all’aperto e sul posto di lavoro, aumento del numero di persone consentito per tavolo nei ristoranti e riapertura delle discoteche, ma solo per chi è in possesso di un certificato COVID. Sono le misure che intende adottare il Consiglio federale il prossimo 28 giugno e inviate oggi in consultazione. La decisione definitiva sarà presa il 23 giugno. I nuovi allentamenti, spiega il governo, si giustificano con il buon andamento della campagna vaccinale e l’evoluzione positiva della situazione pandemica: il numero di nuovi casi, di ospedalizzazioni e l’occupazione dei letti in terapia intensiva sono in netto calo.

L’impiego del certificato COVID è un elemento importante di questa fase: per le grandi manifestazioni e le discoteche sarà obbligatorio. Limitando l’accesso alle persone in possesso del documento, gli organizzatori di manifestazioni con meno di 1000 persone, le strutture sportive, culturali e per il tempo libero e i ristoranti potranno allentare le misure di protezione. Il certificato COVID non potrà essere impiegato nei trasporti pubblici, nel commercio al dettaglio e negli eventi privati.

Giù la maschera
Uno dei passi più significativi in vista di un progressivo ritorno alla normalità è la fine dell’obbligo di portare una mascherina nelle aree esterne delle strutture accessibili al pubblico, come strutture per il tempo libero, stazioni ferroviarie, fermate del bus, così come sui ponti esterni dei battelli e sulle seggiovie. L’obbligo generale della mascherina sarà revocato anche sul posto di lavoro. Saranno i datori di lavoro, responsabili della protezione dei loro dipendenti, a decidere dove e quando sarà necessario indossarla. L’obbligo rimarrà dove la distanza non può essere mantenuta, come nei ristoranti e nei negozi.

Non ci sarà neppure più l’obbligo federale di indossare una mascherina nelle scuole post-obbligatorie (livello secondario II). Le regole per licei, scuole specializzate e professionali torneranno a essere di competenza dei cantoni.

Ristoranti: 6 dentro, nessun limite fuori
Per quel che concerne i ristoranti, all’interno potranno sedersi a uno stesso tavolo sei persone, invece delle attuali 4. Resterà in vigore l’obbligo di consumare stando seduti e di indossare la mascherina per gli spostamenti. Sulle terrazze all’aperto non ci saranno invece più limiti per i gruppi di ospiti. Si potrà inoltre consumare stando in piedi. I dati degli avventori dovranno continuare ad essere registrati.

In discoteca col certificato
Dal 28 giugno potranno finalmente riaprire anche le discoteche e le sale da ballo. Il Consiglio federale ha però posto due condizioni: per accedervi si dovrà essere possesso di un certificato COVID valido e la capienza massima è stata fissata a 250 persone. Non sarà obbligatorio indossare la mascherina.

Grandi manifestazioni solo col certificato
Il certificato COVID sarà anche necessario per poter accedere alle grandi manifestazioni, che saranno consentite da luglio. Il numero massimo di partecipanti ammessi sarà di 3000 al chiuso e 5000 all’aperto, indipendentemente dall’obbligo o meno di stare seduti. Sarà inoltre consentito in ogni caso l’utilizzo di due terzi della capienza e l’obbligo della mascherina sarà limitato a chi si muove al chiuso. Per gli organizzatori di manifestazioni che non vogliono o possono richiedere il certificato COVID vigono dei limiti più severi. Se il pubblico è seduto - come al cinema, a teatro o alle partite di calcio - saranno consentiti 1000 spettatori. Se invece i presenti si muovono - come ai matrimoni o ai concerti senza posti a sedere - saranno autorizzati al massimo 250 partecipanti. Potrà essere utilizzata fino a metà della capienza del luogo. Questi limiti varranno sia al chiuso (con obbligo di mascherina) che all’aperto. Le manifestazioni di ballo resteranno vietate. Per le consumazioni vigeranno regole specifiche secondo la situazione. Per eventi in strutture accessibili al pubblico sarà consentito quanto già autorizzato nella sfera privata: se nella cerchia familiare e di amici si incontreranno non più di 30 persone al chiuso o 50 all’aperto, si potrà rinunciare a misure di protezione, per esempio all’uso della mascherina, al rispetto della distanza prescritta o all’obbligo di stare seduti a una festa di compleanno in un ristorante.

Molti allentamenti, riaprono le discoteche

Sport: revocate limitazione numero partecipanti
Altra novità: per la partecipazione ad attività sportive di gruppo saranno revocati i limiti di rispettivamente 50 persone all’aperto e quattro al chiuso. All’interno resterà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere la distanza. In caso contrario, ad esempio negli sport di squadra o nelle prove con strumenti a fiato, vigerà una limitazione della capienza a dieci metri quadrati per persona. Più clienti nei negozi, riaprono parchi acquatici

Un allentamento delle limitazioni della capienza è previsto anche per negozi, strutture per il tempo libero e impianti sportivi. Nei locali in cui si può indossare la mascherina basteranno quattro metri quadrati per persona. Dove non è possibile indossare la mascherina protettiva, per esempio nelle piscine coperte, andranno invece calcolati dieci metri quadrati per persona. Questa disposizione permetterà di riaprire i parchi acquatici.

Test anche nei negozi
Dal 28 giugno i test fai-da-te saranno disponibili, a pagamento, anche nelle drogherie e nel commercio al dettaglio. Quelli gratuiti saranno disponibili solo in farmacia e solo per chi non è vaccinato o non ha mai contratto il virus.

La diretta della conferenza stampa

15:57 - Fine della conferenza stampa

D: È sicuro che il certificato Covid verrà accettato dall’UE?
Philippe Voirol:
“Sì, abbiamo la conferma europea che il certificato sarà accettato e noi accetteremo quello europeo”.

D: Lo sviluppo sembra simile a primavera scorsa, dove però non c’era l’obbligo del telelavoro. Perché questo settore viene trattato con più durezza quest’anno?
Berset:
“Non c‘è più l’obbligo del telelavoro ma c’è la raccomandazione per le aziende che non testano o non testano abbastanza. Inoltre, lei dice che la situazione era affine a quella dell’anno scorso, ma non è così. Quest’anno abbiamo avuto cifre molto più alte e molti più casi. L’anno scorso abbiamo visto cosa è successo allentando troppo in fretta, e l’abbiamo visto in autunno. Ma quest’anno abbiamo la vaccinazione”.

D: Per le discoteche o i locali notturni è possibile far entrare più di 250 persone se divisi in due aree?
Michael Gerber:
“Abbiamo fissato il limite a 250 persone in modo che l’esercente possa gestire la situazione con finestre temporali diverse. Posso dirle che nel corso dei prossimi 10 giorni restiamo in contatto con gli eserecenti per sentire cosa ne pensano”.

D: Si sono semplificate le regole delle manifestazioni ma non per gli incontri privati. Ma le manifestazioni come matrimoni e compleanni e non potrebbero essere parificati per esempio alle manifestazioni religiose per estendere i limiti?
Berset:
“Per le manifestazioni senza certificato possiamo avere fino a 1’000 persone e 250 se le persone si muovono. Queste sono già incluse in queste categorie”.

D: Per chi entra dall’estero, questi devono dimostrare di essere stati vaccinati. Il vaccino cinese però non è stato riconosciuto, questo potrebbe concernere i turisti provenienti dalla Cina...
Berset:
“Noi riconosciamo come validi anche quelli della lista dell’Oms, in cui c’è almeno un vaccino cinese”.

D: Si ha l’impressione che questi allentamenti potrebbero iniziare domani o dopo domani, specie nel sentire della popolazione. Perché aspettare il 28 giugno?
Berset:
“Bisogna sempre seguire l’andamento pandemico e non si può ancora andare così veloce perché non sappiamo le ripercussioni dell’ultimo passo intrapreso a fine maggio. In consultazione potrebbero emergere nuovi elementi, anche forniti dai cantoni. Ma in ogni caso dobbiamo aspettare e vedere gli effetti dei passi intrapresi”.

D: Alcune persone hanno avuto difficoltà a vedersi riconosciuta la guarigione dal Covid, come fare?
Berset:
“Normalmente queste persone non dovrebbero avere problemi, ma ci sono paesi che non accettano la guargione certificata da un test antigenico, che per noi resta valida. Bisogna discutere con questi paesi”.

D: Visto l’arrivo del Covid pass l’utilizzo del certificato giallo di vaccinazione non sarà valido dal primo luglio?
Berset:
“Dobbiamo vedere come avanzano le cose, ma sicuramente ci sarà un passaporto svizzero e un riconoscimento europeo. Quando ci sarà il pass covid chiedo di usare questo e non il certificato giallo”. Patrick Mathys: “Sì, il certificato giallo rimarrà in uso finché non sarà diffuso il certificato Covid, ma a livello internazionale decideranno i singoli paesi se accettarlo o meno”.

D: Per i ristoranti che chiedono l’obbligo del certificato Covid all’ingresso viene tolto l’obbligo della mascherina?
Berset:
“Proprio così”

D: Dal 28 giugno verrà rilasciato il pass covid, i ristoranti fanno parte delle strutture interessate?
Berset:
“Come già detto abbiamo diverse categorie: una verde, dove non è possibile far dipendere l’accesso dal certificato. Dall’altro lato abbiamo la categoria rossa dove il certificato è obbligatorio, per esempio per le grandi manifestazioni. Tra questi elementi estremi, la cosiddetta zona arancione, prevale la libertà economica. Per ora non ci sono linee guida ma la richiesta del certificato Covid potrebbe essere utile in inverno”.

D: Le limitazioni per gli incontri privati sono uguali?
Berset:
“Sì, abbiamo fatto il passo a 30 all’interno e 50 all’esterno l’ultima volta, se continua così potremo aumentare”

D: Perché non avete tolto l’obbligo del telelavoro?
Berset:
“Per le persone non testate o non vaccinate c‘è ancora un certo rischio. Tra 10-12 giorni saremo alla fine della fase due e inizieremo la prossima fase quando ci sarà accesso alla vaccinazione per tutti”.

D: Non sarebbe arrivato il momento di tornare a una situazione normale? Ne avete parlato?
Berset:
“Come dicevo, pian piano ci avviciniamo, continuando ad aprire da mesi. Dobbiamo essere cauti ma l’obiettivo è di non perdere il controllo della situazione”.

D: Lei parlava di metà agosto per il traguardo della vaccinazione per tutti?
Berset:
“Lei sa che abbiamo un modello in tre fasi: quando tutti quelli che lo desiderano saranno vaccinati entreremo nella nuova fase. Non sappiamo però cosa succederà nella seconda parte dell’anno”.

Le domande dei giornalisti

15:33 - “Si vede il traguardo, ma da lontano”
“La situazione è buona, nelle prossime settimane possiamo guardare con fiducia al futuro. Siamo vicini alla meta? La linea del traguardo si vede da lontano ma non l’abbiamo ancora raggiunta. Non dobbiamo dimenticare che in diverse aree del mondo la situazione non è positiva come da noi e questo è decisivo perché le mutazioni possono essere pericolose per tutti. Non sappiamo ancora quanto a lungo proteggano gli anticorpi, c’è chi dice 6 mesi, chi dice 9, chi di più. Bisogna capire se ci fosse una nuova ondata se saremmo ancora protetti con il vaccino”.

15:31 - Niente quarantena dallo spazio Schengen
“Chiunque arriva in aereo dovrà comunque dare i dati di contatto. Ci sono inoltre nuove misure in caso di nuove varianti pericolose, su cui si limiterà la lista dei paesi a rischio. Niente più regole per visitatori da paesi con incidenza elevata del Covid”.

15:30 - Regole per le grandi manifestazioni
“Per le manifestazioni per cui è richiesto il certificato il limite è di 3’000 persone al chiuso e 5’000 all’aperto, con due terzi della capienza e obbligo della mascherina al chiuso. Per le manifestazioni senza certificato, se le persone sono sedute si va fino a 1’000 persone, mentre saranno 250 al massimo se i presenti si muovono. Potrà essere impiegata fino a metà della capienza di un luogo.

15:27 - Le misure
“Finisce l’obbligo delle mascherine all’aperto e al lavoro. Però i datori di lavoro devono proteggere i lavoratori e potrebbero decidere di continuare a portarla se non si possono mantenere le distanze, per esempio nei ristoranti o nel commercio al dettaglio. Viene anche tolto l’obbligo nelle scuole secondarie superiori. Nei ristoranti si passa da 4 a 6 persone all’interno e bisogna stare seduti, nessun limite all’esterno, neanche di stare seduti o mettere la mascherina. Bisogna però stare attenti a mischiare gruppi di avventori, specialmente con gli europei in arrivo. Resta importante continuare a raccogliere i dati dei clienti”.

15:26 - Nuova fase di riaperture
“Abbiamo posto in consultazione allentamenti degli obblighi delle mascherine, allentamenti per le strutture sportive, per le discoteche e le grandi manifestazioni, con anche decisioni a riguardo dell’ingresso in Svizzera. Ora lasceremo tempo ai cantoni di discutere per poi decidere il 28 giugno. A quel punto sapremo gli effetti degli allentamenti di fine maggio”

15:24 - 2 milioni di nuovi vaccini
“Le cose avanzano bene, i numeri sono dimezzati e dal 26 maggio non hanno mai superato i 1’000 casi. Il numero di ospedalizzati è dimezzato. Il 31% degli adulti è completamente vaccinato e due millioni di nuove dosi arriveranno domani per essere distribuiti ai cantoni.

Parla Alain Berset

15:23 - “Lancio un appello ulteriore a farsi vaccinare”
“Anche se la situazione sta migliorando non significa che abbiamo già superato la crisi. In ogni tappa continueremo ad osservare come si svilupperà la situazione e continua a rimanere importante che le normative vigenti siano rispettate, ma dobbiamo anche rallegrarci se pian piano stiamo uscendo dalla crisi”

15:20 - Proroga alle indennità
“Molti lavoratori continueranno a non poter lavorare a causa delle decisioni, quindi il Consiglio federale propone di prorogare fino a settembre il diritto alle idennità, in particolare per i contratti a tempo determinato e gli apprendisti. Per il lavoro a tempo indeterminato queste varranno solo se si può provare una riduzione delle attività a causa del coronavirus. La condizione per cui gli apprendisti abbiano accesso all’ILR è che le autorità abbiano chiuso o limitato le attività. Dal primo luglio verrà anche inserito anche un tempo d’attesa minimo di un giorno, un inizio di ritorno effettivo a una situazione di normalità”.

15:18 - “La situazione sta migliorando, uno svizzero su 4 ha ricevuto due dosi di vaccino”
“Vediamo la luce alla fine del tunnel, per questo il Governo oggi ha deciso di mandare in consultazione tutta una serie di riaperture. Il Consiglio federale ha anche parlato di misure riguardanti l’economia, regole riguardanti il lavoro ridotto. Se le prospettive migliorano la situazione non è ancora quella prima del coronavirus”.

Parla Guy Parmelin

15:15 - Comincia la conferenza stampa

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