
Un contributo massimo complessivo di 13,67 miliardi di franchi a favore dell'agricoltura. È la somma prevista per il settore nel corso del periodo 2026-2029, inferiore di 347 milioni rispetto al quadriennio precedente. Lo indica oggi il Consiglio federale avviando la procedura di consultazione sui limiti di spesa agricoli per il periodo in questione.
Le direttive di risparmio
Il calo dei contributi è riconducibile principalmente alle direttive di risparmio decise nell'ambito del preventivo 2024, spiega il Governo in una nota. Ricorda inoltre che durante i dibattiti sulla Politica agricola 22+ il Parlamento lo ha incaricato di elaborare una prossima tappa di riforma a partire dal 2030. Il Legislativo auspica dunque che le condizioni quadro legislative rimangano stabili fino al 2030. Vengono pertanto stabiliti i mezzi finanziari destinati all'agricoltura per gli anni 2026-2029 senza però proporre adeguamenti alla legge sull'agricoltura. Se dovessero rendersi necessarie modifiche in questo periodo il Consiglio federale afferma che sfrutterà il margine di manovra a livello di ordinanza.
Particolare attenzione ai cambiamenti climatici
Nel progetto viene sostenuto in maniera maggiore l'adattamento della produzione agricola alle conseguenze dei cambiamenti climatici, migliorando così la resilienza dell'approvvigionamento alimentare nonché la sicurezza alimentare, prosegue l'Esecutivo. Vengono inoltre impiegati più fondi per i miglioramenti strutturali (+86 milioni di franchi) e la selezione di colture e varietà resistenti alle malattie nonché per la protezione dei vegetali sostenibile (+24 milioni). I mezzi finanziari necessari a tal fine vengono messi a disposizione tramite trasferimenti dai limiti di spesa "Pagamenti diretti" (-92 milioni) così come "Produzione e smercio" (-18 milioni).
I crediti devono essere approvati dal Parlamento
In conclusione, il Governo ricorda che i limiti di spesa sono gli importi massimo dei crediti a preventivo per determinate spese decisi dall'Assemblea federale per diversi anni. I crediti a preventivo definitivi devono essere proposti ogni anno nel quadro del preventivo e approvati dal Parlamento.

