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Svizzera
Misure di accompagnamento, preoccupazioni dopo la sentenza europea
Misure di accompagnamento, preoccupazioni dopo la sentenza europea
Misure di accompagnamento, preoccupazioni dopo la sentenza europea
Redazione
8 anni fa
La Corte di giustizia europea ha dichiarato nulle le misure anti-dumping austriache. A Berna c'è malumore

Nella lunga lista degli ostacoli sulla via che porta all’accordo quadro tra Svizzera e Unione europea se ne è recentemente aggiunto un altro che potrebbe non far dormire sonni tranquilli a Berna. Parliamo nuovamente delle misure di accompagnamento alla libera circolazione, tema molto sentito anche alle nostre latitudini. Tanto che lo scorso luglio il Consiglio di Stato aveva inviato un lettera a Berna per sottolineare l’importanza di tali misure, ritenute “elementi imprescindibili (…) poiché contribuiscono a gestire gli effetti negativi della libera circolazione dei lavoratori, che tocca in maniera particolare il nostro Cantone”. Le misure a rischio, ricordiamo, sono la cauzione prevista da contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale e la "regola degli 8 giorni".

Il nuovo ostacolo, spiega il Tages Anzeiger, è costituito da una sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha invalidato una decisione austriaca in materia di protezione dei salari. Nel caso in questione un appaltatore austriaco aveva affidato dei lavori a una ditta slovena che, si è scoperto in seguito, praticava dumping salariale. Le autorità avevano sanzionato l’impresa edile imponendole uno stop ai pagamenti e il pagamento di una cauzione. Due misure che i giudici hanno ritenuto incompatibili con il diritto europeo.

Come evidenzia il foglio zurighese, per Berna - che non vorrebbe arretrare di un millimetro sulle misure a protezione dei salari - la decisione giunge in un momento inopportuno. L’UE, dal canto suo, ha già presentato delle controproposte, come ad esempio rivedere al ribasso la regola degli 8 giorni - la norma che regola il lasso di tempo in cui le aziende europee devono annunciarsi alle autorità svizzere prima di svolgere attività nella Confederazione - portandola a 4 giorni.

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