
Per contenere l’aumento dei costi e scongiurare tagli alle prestazioni, la Confederazione dovrebbe rinunciare ai dividendi della Posta. È quanto propone il sorvegliante dei prezzi, Stefan Meierhans, in una presa di posizione relativa alla revisione della legge sulle poste, riportata dal Blick. Secondo “Mister Prezzi”, in quanto proprietaria del “Gigante Giallo”, la Confederazione deve assumersi la responsabilità di garantire un servizio di base affidabile e orientato al futuro, invece di puntare sulla distribuzione dei dividendi. I requisiti legali legati al servizio di base comportano costi considerevoli per la Posta, che finiscono per gravare sui clienti: per questo, sostiene Meierhans, sarebbe “logico” che la Confederazione rinunciasse a tali entrate. Il sorvegliante ricorda inoltre che la Posta contribuisce già volontariamente al bilancio federale pagando anche l’imposta sul valore aggiunto, un onere che in un contesto concorrenziale non sarebbe giustificato e che finisce anch’esso per pesare sui clienti.
Garantire il servizio postale di base
Per Meierhans, la garanzia del servizio postale di base non può essere assicurata “principalmente attraverso ripetuti aumenti dei prezzi”. Nel settore del monopolio delle lettere, i volumi sono infatti in costante calo e nuovi rincari rischierebbero di accelerarne la contrazione e compromettere la sostenibilità del servizio. La Costituzione federale impone inoltre alla Confederazione di garantire un servizio “adeguato e conveniente”. Già a metà agosto Meierhans aveva ritenuto ingiustificati gli aumenti proposti per la posta A e B. La Posta gli aveva presentato misure per 70,9 milioni di franchi a partire dal 2026, motivandole con la difficile situazione finanziaria dei servizi di base. Dopo intense trattative, si è deciso di rinunciare a rincari per 50,1 milioni, ma restano previsti aumenti per invii di massa di posta B, invii non indirizzati, PostPac Economy e Press International. Il settore postale è in forte trasformazione: negli ultimi vent’anni il volume della corrispondenza si è quasi dimezzato e i pagamenti in contanti sono crollati del 75%. Entro giugno 2026, il DATEC dovrà elaborare i progetti di consultazione per la nuova legge sulle poste, che dovrebbe entrare in vigore intorno al 2030.

