
L'addetto alla sorveglianza dei prezzi, Stefan Meierhans, non ha mai ricevuto tante reclami come nel primo semestre di quest'anno: le lamentele sono addirittura raddoppiate rispetto ad un anno prima. Le spese di sdoganamento sono spesso evocate fra i costi e le tasse, ritenuti troppo cari dalla popolazione. In un'intervista al domenicale "Sonntag", Meierhans precisa di aver ricevuto 1535 reclami nei primi sei mesi del 2009, a fronte dei 765 nello stesso periodo del 2008. Egli ritiene che la crisi spinga cittadini e imprenditori ad esaminare con particolare attenzione prezzi, tasse, imposte e balzelli vari. Ciò che più infastidisce i consumatori sono le tasse per acqua, rifiuti, elettricità, trasporti pubblici, sanità e tariffe dei telefonini. Un tema ricorrente di lamentela sono le spese di sdoganamento per merci acquistate all'estero e fatte spedire in Svizzera. Meierhans ritiene troppo basso il limite attuale di cinque franchi di IVA per l'esonero dallo sdoganamento: "Chiediamo al Dipartimento federale delle finanze di portare tale limite a 10 franchi, in modo che il consumatore possa acquistare e far giungere dall'estero senza problemi merci per un valore fino a 130 franchi". Mister Prezzi è pure deluso dal pacchetto di misure proposte dal ministro Pascal Couchepin per diminuire il costo dei medicinali. In particolare, secondo Meierhans, nel gruppo di Paesi presi in considerazione per un paragone dei prezzi con quelli svizzeri andava messa anche l'Italia dove, secondo l'industria farmaceutica, non esiste un prezzo nazionale dei medicinali. ATS
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