
Mister Prezzi continua a monitorare attentamente le tariffe del trasporto pubblico. Lo scorso anno si è concentrato in particolare sui servizi di base - vale a dire posta, energia, telecomunicazioni, servizi comunali si smaltimento e approvvigionamento - e sul sistema sanitario, che figurano ai primo posti nelle preoccupazioni dei consumatori. In seguito ai risultati ottenuti nel 2018 per i trasporti pubblici, l'autorità di vigilanza sui prezzi ha concordato con le FFS un pacchetto di misure a favore dei clienti, precisa il rapporto annuale pubblicato oggi. Secondo le informazioni delle FFS, le indennità globalmente ammontano a circa 230 mio: i 2,6 milioni di titolari di un abbonamento a metà prezzo hanno ricevuto tutti 15 franchi.
Le tariffe di tutti i trasporti pubblici sono aumentate costantemente in passato rispetto al prezzo del trasporto privato, afferma ancora il rapporto. Il costo al chilometro del trasporto individuale motorizzato è aumentato meno dell'indice svizzero dei prezzi al consumo tra il 1990 e il 2016, mentre l'incremento per i trasporti pubblici è stato nettamente superiore. Nel traffico regionale la tendenza è evidente, secondo il sorvegliante dei prezzi che ritiene necessarie riduzioni a partire dal dicembre 2020. Negli ultimi anni, la coesistenza di tariffe nel servizio diretto e di diverse comunità tariffarie ha portato a ripetute critiche e malintesi. Fino ad oggi, ad esempio, i biglietti scontati non vengono offerti all'interno delle comunità tariffarie, con il risultato che i viaggi lunghi sono talvolta più economici di quelli brevi. Mister Prezzi ritiene che gli sconti possano essere concessi anche dalle comunità tariffarie. Finora però queste ultime sono state molto riluttanti o hanno addirittura respinto la sua richiesta. Per quanto riguarda la Posta, il sorvegliante ha raggiunto un accordo sul prezzo di lettere e pacchi e ha concordato con PostFinance un limite all'aumento delle tasse per i pagamenti allo sportello.
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