
Non solo atti di bullismo e un tentato omicidio, sul quale la Procura zurighese sta indagando (vedi articoli suggeriti): il 12enne Boris, attualmente in cura presso la Clinica psichiatrica universitaria di Basilea, avrebbe subito anche abusi sessuali durante il suo ricovero presso la struttura renana.
Il ragazzino di origine bielorussa, balzato suo malgrado agli onori della cronaca d’Oltralpe per gli alti costi delle sue terapia (85'000 franchi al mese durante il suo periodo di ricovero presso l’Ospedale di Zurigo e 43'000 per la sua permanenza nella struttura basilese), aveva raccontato di essere il bersaglio prediletto degli scherzi, se così si possono definire, degli ospiti più anziani della clinica e, stando a quanto riferito dal Blick, la situazione sarebbe degenerata.
La madre Tatsiana ha infatti dichiarato di essere stata contattata sabato scorso da una dipendente della clinica, che le ha raccontato della violenza sessuale subita da Boris da parte di un ospite della struttura. “Mio figlio è traumatizzato”, ha raccontato al quotidiano zurighese. “Una donna, pure lei ricoverata, gli ha ordinato di soddisfare un altro paziente”. E non è tutto: il ragazzino avrebbe subito molestie anche da parte di un altro paziente.
L’Autorità regionale di protezione (KESB) ha dal canto suo confermato il periodo di internamento fino a metà settembre e la clinica di Basilea, contattata dal Blick, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.“La sua responsabile del KESB (che ora non è più incaricata di seguire il caso) avrebbe dovuto muoversi prima”, ha tuonato la terapeuta Sefika Garibovic. “Già in passato Boris è rimasto vittima di atti di bullismo in quella struttura”.
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