
Thomas Minder non intende ritirare l'iniziativa popolare "contro le retribuzioni abusive dopo l'accettazione da parte del Parlamento di un controprogetto diretto alla sua proposta. In un'intervista pubblicata stamane dai quotidiani svizzerotedeschi "Der Bund" e "Tages-Anzeiger", l'imprenditore sciaffusano sottolinea di aver preso questa decisione dopo aver ricevuto centinaia di email da parte della popolazione. Ora toccherà al popolo esprimersi. "Le discussioni in seno al comitato d'iniziativa sono state vivaci, ma le centinaia di email che abbiamo ricevuto ci hanno convinti a proseguire", afferma Minder, precisando che il controprogetto indiretto "riprende solo il 40% delle rivendicazioni dell'iniziativa". L'iniziativa di Minder, depositata all'inizio del 2008 in reazione alla prassi sempre più diffusa di versare salari estremamente elevati ai manager, ha dato vita a un complicato e interminabile iter parlamentare. Le Camere hanno respinto un controprogetto diretto prima di accettarne, nella sessione estiva, uno indiretto sotto forma di revisione legislativa. Secondo la maggioranza borghese, esso ricalca l'80% delle rivendicazioni dell'industriale sciaffusano. Thomas Minder - senza partito ma appartenente al gruppo parlamentare dell'UDC - ammette di rischiare di andare contro alla maggioranza dei partiti borghesi, tra i quali gode di ampia simpatia, con l'odierna decisione. Nell'intervista il "senatore" si mostra tuttavia ottimista per quanto riguarda la votazione popolare: "altrimenti non tenterei neppure". La battaglia si annuncia tuttavia difficile, se economiesuisse scenderà in campo con 20 milioni di franchi, "affiggendo ogni muro e ogni albero con i suoi cartelloni". Se la proposta dovesse venire respinta dal popolo, entrerebbe in vigore la revisione della legge voluta dalle Camere. Essa ricalca in buona parte il testo dell'iniziativa, lasciando tuttavia maggiore libertà di azione agli azionisti e contemplando alcune eccezioni. Quest'ultime dovranno tuttavia rientrare nell'interesse dell'impresa ed essere proposte dal consiglio d'amministrazione all'assemblea generale, che dovrà pronunciarsi a favore con una maggioranza dei due terzi. I due testi (iniziativa e controprogetto) saranno sottoposti al sovrano contemporaneamente. Ove fossero accolti entrambi, uno solo entrerebbe in vigore: quello che otterrà le preferenze nella domanda sussidiaria. ATS
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