
Il sì all'iniziativa contro la costruzione di minareti continua a provocare reazioni. Dieci grandi figure della società civile svizzera, fra cui Rolf Bloch, Ruth Dreifuss, Adolf Muschg e Cornelio Sommaruga prendono posizione "contro il regno dell'esclusione e in favore del rispetto delle identità". La loro dichiarazione apparirà domani sui quotidiani "Le Temps", "La Liberté" e "Der Bund" e sabato su "La Regione". Il testo mette in guardia contro "l'idea, conscia o inconscia, che lo straniero è il nemico", indica un comunicato diffuso oggi. L'iniziativa contro i minareti è un sintomo di questo fenomeno, continua lo stesso. La dichiarazione sottolinea che non sono le differenze culturali a portare alla violenza e all'esclusione, "ma la mancanza di volontà di accettare e rispettare la cultura, le religioni o le tradizioni di chi è diverso da noi". Il comunicato conclude dichiarando che "è tempo di riconoscere il contributo fornito dagli immigrati alla ricchezza culturale del nostro paese". Le altre firme alla dichiarazione sono quelle di Franz Blankart, Dimitri, Hafid Ouardiri, Gilles Petitpierre, Sergio Salvioni e Rosmarie Zapfl. Da parte sua in un comunicato odierno il Partito socialista si rallegra che il suo manifesto "per una Svizzera aperta e tollerante" lanciato su internet ha raccolto in 24 ore 3000 firme. ATS
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