
Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite ha condannato oggi a Ginevra il divieto di edificare minareti in Svizzera, bollato come manifestazione di islamofobia. La risoluzione sulla diffamazione delle religioni, presentata dal Pakistan, è stata approvata con 20 voti contro 17 e otto astensioni. Il 29 novembre, contro ogni previsione, il popolo svizzero ha accettato con oltre il 57% dei voti l'iniziativa contro l'edificazione di minareti. Il divieto di questi simboli religiosi musulmani ha scatenato dure proteste in tutto il mondo arabo, tra le quali spicca della del leader libico Muammar Gheddafi che il 25 febbraio scorso ha fatto appello alla "jihad" (guerra santa) contro la Svizzera. I paesi dell'Unione europea, gli Stati Uniti e diverse nazioni latino-americane hanno votato contro il testo. La Cina, Cuba, i paesi africani e le nazioni musulmane hanno invece sostenuto la risoluzione, che formalmente è stata presentata dal Pakistan. La Svizzera, ammessa al Consiglio come osservatore, non aveva diritto di voto. Il documento "condanna con fermezza il divieto di costruzione dei minareti", considerato "una forma di islamofobia che va contro gli obblighi internazionali in materia di diritti umani e di libertà religiosa". Questa misura alimenta "la discriminazione, l'estremismo e i pregiudizi" che portano a divisioni "pericolose e dagli esiti incerti". La risoluzione contro il voto anti-minareti è inclusa in un testo più ampio che riguarda la diffamazione religiosa. La Svizzera non è citata esplicitamente nel documento, ma è indirettamente chiamata in causa per via dell'iniziativa anti-minareti. ATS
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