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Svizzera
Minacce UE: "Non dico nulla"
Redazione
13 anni fa
Mauro Dell'Ambrogio non commenta la possibilità che Bruxelles neghi alla Svizzera l'accesso ai programmi di ricerca

"Non dico nulla". Questa la laconica risposta del Segretario di stato alla formazione e alla ricerca Mauro Dell'Ambrogio alla domanda sulla possibilità che Bruxelles neghi alla Svizzera l'accesso all'ottavo programma quadro europeo "Orizzonte 2020" in seguito all'adozione dell'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.

Dell'Ambrogio, ieri a Lussemburgo in visita all'Agenzia spaziale europea, si trova oggi a Berna per presentare il rapporto sull'educazione 2014 in Svizzera.

In merito all'esclusione elvetica da "Orizzonte 2020", stando al sito della Rsi, "è lo scenario evocato lunedì a Bruxelles da un alto funzionario della Commissione UE. Cruciale, in questo senso, sarà la posizione della Svizzera sull'estensione della libera circolazione alla Croazia, divenuta membro dell'UE lo scorso luglio".

È verosimile infatti - indica la fonte citata dalla Rsi - che tale allargamento non venga sottoscritto dalla Svizzera, poiché in contraddizione con l'esito della votazione di domenica. Ciò determinerebbe l'immediata esclusione della Svizzera da "Orizzonte 2020", come pure dal programma "Erasmus" per la mobilità degli studenti.

A proposito della partecipazione elvetica a "Orizzonte 2020" e "Erasmus+", il consigliere federale Johann Schneider-Ammann aveva dichiarato ieri all'ats "che si è negoziato fino a venerdì sera e che le discussioni proseguiranno anche dopo la consultazione di ieri". "Ad ogni modo - aveva sottolineato - è nostro obiettivo poter continuare a partecipare a questi programmi a pieno titolo".

Orizzonte 2020, avviato il primo gennaio scorso, disporrà di un finanziamento di quasi 80 miliardi di euro. Una delle sue caratteristiche è il potenziamento dell'innovazione e della collaborazione tra ricerca e industria.

Berna dovrebbe partecipare con un importo di 4,4 miliardi di franchi. Come già per il sesto e il settimo programma quadro di ricerca, anche in questo caso dovrà essere negoziato un accordo con l'Ue.

Nelle intenzioni del Consiglio federale, tale intesa dovrebbe essere firmata già nel corso dell'anno e posta in vigore con effetto retroattivo a partire dal primo gennaio 2014.

Secondo un recente bilancio, reso noto lo scorso 14 di gennaio dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione, i principali beneficiari elvetici dei fondi europei stanziati durante il settimo programma quadro (2007-2013) sono stati i politecnici federali di Losanna e Zurigo (40%), davanti alle università (28%) e alle aziende (20%). Il resto dei sussidi è stato attribuito a organizzazioni non governative, alte scuole specializzate e servizi pubblici. In sei anni sono inoltre stati creati 8000 posti di lavoro e hanno visto la luce 240 nuove aziende.

I programmi europei sono diventati la seconda fonte di finanziamento pubblico della ricerca in Svizzera dopo il Fondo nazionale. Nel settimo programma quadro, 2678 progetti elvetici hanno ricevuto quasi 1,6 miliardi di franchi, pari al 4,3% delle sovvenzioni.

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