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Svizzera
Militari contro il Covid? "Solo lavoretti e villeggiatura"
Militari contro il Covid? "Solo lavoretti e villeggiatura"
Militari contro il Covid? "Solo lavoretti e villeggiatura"
Redazione
6 anni fa
Lo testimonia un anonimo milite al settimanale WOZ, secondo il quale l'impiego dell'esercito sarebbe soprattutto di facciata

Dennis Agast (nome di fantasia) è uno dei tanti militari convocati nelle scorse settimane dalla Confederazione per assistere alla lotta contro il coronavirus, assegnato all'ospedale di Frauenfeld. Lotta che si sta rivelando però molto meno attiva di quanto preventivato, come rivela al settimanale WOZ: "A causa della mancanza di formazione, svolgiamo solo piccoli compiti ausiliari che non aiutano veramente l'ospedale", infatti ai soldatinon sarebbe permesso nemmeno svolgere mansioni come misurare polso, pressione sanguigna e temperatura corporea e passarebbero le giornate essenzialmente a raccogliere la spazzatura, riordinare e, quando c'è bisogno, vuotare i vasi da notte: "Spesso stiamo seduti per ore e le stesse infermiere non capiscono perché siamo stati convocati". Agast ha scelto di rimanere anonimo in quanto parlare alla stampa sarebbe punibile, ma dichiara di avere deciso di farlo per senso del dovere: "L'umore tra i soldati è sottoterra, e sento che è mio dovere di cittadino svizzero riferire queste circostanze". Non è il solo a denunciare la situazione, riferisce WOZ: il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha più volte criticato sia la mancanza di remunerazione che la difficoltà di rispettare le norme igieniche, cui si aggiunge ora la questione dello scarso impiego della truppa.

Caserme di villeggiatura L'anonimo militare ha parlato inoltre della situazione nelle caserme, più simili a "un villaggio vacanze" che non a un dormitorio: per loro sarebbero a disposizione un cinema, percorso vita, aula di musica, aula di apprendimento, una banda, funzioni religiose e campo da badminton. È stato inoltre predisposto un ricco programma di corsi: secondo quanto riportato da WOZ i militi avrebbero la possibilità di imparare lingue, sport e passatempi come gli scacchi. I soldati però, comunque annoiati, si sarebbero dati alla costruzione di capanne, partite a carte e gare a nascondino, poi proibite in quanto lesive dell'immagine della truppa. Il settimanale d'Oltralpe solleva a quindi l'interrogativo se sia necessario mantenere i militi in queste condizioni di inefficienza, visto soprattutto l'alto rischio di contagio dato dalla prossimità.

La risposta dell'esercitoIl portavoce dell'esercito Stefan Hofer ha risposto all'articolo parlando di casi isolati, spiegando inoltre che nel momento in cui il Consiglio federale ha ordinato la mobilitazione non era chiaro in che misura il sistema sanitario svizzero avrebbe avuto bisogno dell'appoggio delle truppe, ammettendo quindi che l'esercito non ha avuto il tempo a disposizione per prepararsi al meglio.

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