
La consigliera di Stato urana Barbara Bär (PLR) si dice scioccata dal comportamento degli abitanti del comune di Seelisberg (UR) che giovedì le hanno impedito di presentare il progetto relativo al centro per richiedenti asilo.
Il comune urano - 700 abitanti sulle rive del Lago dei quattro cantoni - non vuol proprio saperne di un centro per richiedenti asilo sul suo territorio, tanto che la popolazione ha impedito giovedì sera perfino la presentazione del progetto.
Per spiegare ai circa 400 cittadini presenti all'incontro pubblico le modalità del progetto, è intervenuta la consigliera di Stato Barbara Bär, responsabile del dicastero opere sociali, accompagnata da funzionari cantonali e rappresentati della Croce Rossa.
Il centro d'accoglienza per una sessantina di persone dovrebbe aprire le porte a settembre, nell'ex albergo Löwen, ma non appena la Bär ha aperto bocca, è stata interrotta dalla portavoce di un'associazione contraria al centro, che ha contestato alla consigliera di Stato una mancanza di rispetto, in quanto il comune è stato posto davanti al fatto compiuto, approfittando delle vacanze estive.
In un'intervista alla "Neue Urner Zeitung" di oggi, Bär ha dichiarato di non aver dormito bene né molto dopo quanto successo. Non aveva mai visto così tante emozioni, rancore e odio in 20 anni di vita politica all'esecutivo. "Si è trattato di un rifiuto organizzato", ha detto Bär. Non le è stata data alcuna opportunità di informare in modo obiettivo, smentire voci e presentare soluzioni. Bär ha criticato il comportamento di rappresentanti dell'esecutivo e del legislativo che secondo la consigliera di Stato avrebbero riscaldato l'atmosfera invece di cercare di calmare le acque. Bär rifiuta le critiche rivolte alla politica d'informazione del consiglio di Stato. Il sindaco del comune è stato messo al corrente con molto anticipo del progetto del centro per richiedenti asilo, prima dell'ispezione del luogo di accoglienza e della firma del contratto. La seduta d'informazione è stata preparata d'accordo con le autorità comunali. Secondo la consigliera di Stato PLR queste avrebbero dovuto domandarsi molto prima come coinvolgere la popolazione e come comunicare le cose in modo da far comprendere i doveri del Cantone e le soluzioni da trovare. Giuridicamente il comune non può impedire la creazione di un centro per richiedenti asilo nell'hotel Löwen per circa 60 persone. Bär prevede di convocare una tavola rotonda con rappresentanti del Cantone, del Comune e del gruppo di interesse "Soluzione sensata in materia di asilo a Seelisberg" (Vernünftige Asyllösung für Seelisberg). "Il governo urano intende alloggiare richiedenti asilo da metà ottobre a Seelisberg - ha detto Bär - aggiungendo che il numero di persone resta ancora da definire. Secondo l'idea del Cantone i richiedenti asilo saranno presi a carico 365 giorni, 24 ore su 24. La presenza della polizia sarà rafforzata per garantire la sicurezza nel villaggio. Una hotline è prevista per la popolazione. Un gruppo di accompagnamento deve infine studiare possibilità di occupazione di utilità pubblica per i richiedenti asilo.
"Seelisberg vive di turismo e non è xenofoba"- ha affermato il granconsigliere Oswald Ziegler (PPD) - ma il comune non può sopportare 60 richiedenti asilo, rischia la rovina. Un altro cittadino ha proposto la distribuzione dei rifugiati nei venti comuni urani, in modo proporzionale.
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