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Svizzera
Migranti: Gattiker difende l'Italia
Migranti: Gattiker difende l'Italia
Migranti: Gattiker difende l'Italia
Redazione
10 anni fa
Le critiche ai nostri vicini sono "insinuazione gratuite", per il direttore della SEM: "La collaborazione funziona"

Il direttore della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) Mario Gattiker ha preso posizione sullo spinoso tema dei migranti e sulla collaborazione transfrontaliera con l'Italia. 

In una lunga intervista alla Neue Zürcher Zeitung, il direttore della SEM ha parlato delle misure straordinarie attuate dalla Confederazione e della collaborazione con l'Italia nell'ambito degli accordi di Dublino, collaborazione che a suo dire funziona molto bene.

Per Gattiker il punto centrale, oggi come diversi anni fa, è la distinzione tra chi ha realmente bisogno di aiuto (come per esempio i rifugiati politici) e chi invece no (e di conseguenza va rimpatriato). Il grosso cambiamento riguarda le soluzioni attuabili: “Le soluzioni nazionali hanno una portata limitata – ha affermato – ci servono soluzioni condivise a livello europeo”.

Il direttore della SEM non sembra preoccupato dall’introduzione di un tetto massimo all’immigrazione da parte di alcuni Stati, così come dalla chiusura delle frontiere, anche a fronte di 40'000 domande d’asilo registrate nel 2016: “Anche dove questi limiti sono stati introdotti, come ad esempio in Austria, non sono mai stati veramente messi in atto. Sempre in Austria, nei primi 6 mesi del 2016 sono stati accolti il doppio dei rifugiati della Svizzera".

E riguardo alla chiusura delle frontiere? “Proteggere i propri confini è importante, ovviamente non parlo di una chiusura totale: la sicurezza della popolazione è importante tanto quanto quella del richiedente d’asilo”.

Da alcune forze politiche si rimprovera un’eccessivo permissivismo da parte svizzera che ha portato a un boom del flusso migratorio. Gattiker ritiene che la Confederazione sia in grado di gestire al meglio le situazioni di emergenza: in particolare le richieste di asilo senza solide motivazioni sono evase in tempi molto brevi con preavviso negativo. “In questo modo non abbiamo praticamente più richieste dai Balcani e sempre meno dal Nordafrica".

Nel secondo quadrimestre il numero delle domande d’asilo è calato, ma Gattiker ha invitato la Confederazione e mantenere in atto le misure di emergenza. “La rotta balcanica è sempre meno utilizzata e ciò è dovuto all’accordo tra Turchia e UE. Bisogna capire se la situazione reggerà. La pressione migratoria sulla Turchia è molto forte, si parla di un afflusso di tre milioni di rifugiati. Se il paese dovesse collassare, il flusso riprenderà”.

Stando ai dati raccolti dalle guardie di confine, si è registrato un aumento delle entrate illegali a fronte di una diminuzione delle domande d’asilo. Secondo il direttore della SEM ciò è dovuto alla rigida applicazione da parte della Svizzera degli accordi di Dublino (in particolare rispetto agli altri Stati europei): “Parallelamente anche l’Italia si è rinforzata in tal senso: i migranti vengono sistematicamente registrati. In questo modo molti di loro sanno che verranno respinti in Italia in virtù di questo accordo”.

Roma è spesso finita nel mirino delle critiche per un’applicazione tutt’altro che rigida di questi accordi, ma per Gattiker si tratta di “insinuazioni” gratuite: "Negli ultimi anni l’Italia ha potenziato le proprie strutture d’accoglienza e registra un numero di richieste d’asilo maggiore rispetto agli scorsi anni".

Il tema caldo delle ultime settimane è il difficile negoziato con l’UE sull’applicazione dell’Iniziativa contro l’immigrazione di massa. Per il direttore della SEM il negoziato, complice soprattutto la Brexit, è difficile: “Al momento attuale non è possibile fare delle previsioni", ha concluso.

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