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Svizzera
Migranti: "Collaborazione con Roma funziona molto bene"
Migranti: "Collaborazione con Roma funziona molto bene"
Migranti: "Collaborazione con Roma funziona molto bene"
Redazione
8 anni fa
L'ambasciatore elvetico Giancarlo Kessler sulla cooperazione con l'Italia: "Mantiene i suoi impegni di Schengen"

Sui migranti "la collaborazione fra Svizzera e Italia funziona molto bene". Lo ha detto all'agenzia di stampa Adnkronos l'ambasciatore svizzero uscente in Italia Giancarlo Kessler, in un'intervista al termine del suo mandato di quattro anni in Italia, nella quale ha sottolineato la solidarietà dimostrata da Berna verso Roma aderendo al sistema europeo di ricollocamento dei richiedenti asilo.

Parte dell'area di Schengen, la Svizzera non ha mai minacciato di chiudere le frontiere con l'Italia di fronte all'afflusso di migranti. La cooperazione fra i due paesi "funziona molto bene a tre livelli", spiega Kessler. In primo luogo, Roma "mantiene i suoi impegni di Schengen" e riammette i migranti che vengono rinviati in Italia, in quanto paese di primo arrivo.

Ma la Svizzera, aggiunge il diplomatico, " è anche molto solidale" verso l'Italia perché "ha partecipato volontariamente al programma di ricollocamento e rilocalizzazione", voluto dall'Ue per prelevare richiedenti asilo da Italia e Grecia o nei campi profughi, come in Libano. E, a differenza di altri paesi europei, sottolinea Kessler, la Svizzera non solo ha partecipato volontariamente, ma "ha anche rispettato le quote prefissate" accogliendo 1500 profughi del programma di ricollocamento (900 dall'Italia e 600 dalla Grecia).

Svizzera e Italia, rimarca Kessler, "s'intendono bene e lavorano assieme" anche su un terzo livello, "sul principio che ci voglia una politica europea che regoli i flussi migratori in tutti i suoi aspetti, migrazione regolare e irregolare, permessi di soggiorno e rimpatri, tutti aspetti che dovrebbero essere meglio regolati a livello europeo".

"L'Italia, sia il governo precedente che l'attuale, ci ha sempre attestato riconoscenza per aver partecipato volontariamente al programma di ricollocamento e per la politica che perseguiamo", conclude Kessler.

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