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Svizzera
Migranti afghani, San Gallo chiede aiuto
Immagine Polizia St. Gallen
Immagine Polizia St. Gallen
Andrea Ramani
5 anni fa
Negli ultimi giorni sono aumentati i fermi sul confine orientale. “Siamo vicini al limite, non vogliamo migranti bloccati al confine” ha affermato in conferenza stampa il Consigliere di Stato Fredy Fässler

Nelle ultime settimane è aumentata la pressione migratoria sul confine orientale della Svizzera. Quotidianamente decine di profughi afghani provenienti dall’Austria sono intercettate sui treni fermi a Buchs dalla polizia cantonale sangallese e dalle guardie di confine. Solo questa mattina sono state fermate 38 persone, 260 nell’ultima settimana e 2500 da giugno. I numeri sono aumentati parecchio negli ultimi giorni. Questa mattina, dopo un atto parlamentare del democentrista Mike Egger, le autorità del Canton San Gallo hanno fatto il punto sulla situazione di fronte alla stampa.

Giovani e in gruppo
“Si tratta principalmente di giovani uomini che viaggiano in gruppo, molti sono minorenni” - ha spiegato il capo regionale della Dogana Est Markus Kobler. “Viaggiano leggeri, portano con sé dei contanti e uno smartphone”. La Svizzera, è stato spiegato dalle autorità sangallesi, resta un paese di transito. La maggior parte dei migranti sarebbe diretta verso la Francia e la Gran Bretagna, cercano di ricongiungersi con dei famigliari. In pochi, meno del 10%, presenta una domanda d’asilo nel nostro paese ed è già registrato in un altro paese dell’Area Schengen.

Immagine screenshot Canton San Gallo
Immagine screenshot Canton San Gallo

Situazione difficile
La gestione di questo flusso migratorio si sta rivelando complessa per la polizia, ha ammesso il comandante della cantonale di San Gallo, Bruno Zanga: “Non possiamo arrestare queste persone, perché non sarebbe una misura proporzionata. Gli forniamo un alloggio a Wil mentre esaminiamo la loro pratica, ma praticamente tutti il giorno dopo sono spariti. La legge sull’immigrazione fornisce strumenti per limitare la mobilità solo nel caso di un secondo fermo”.

Una situazione che impedisce il rimpatrio verso l’Austria, paese con cui non esiste un accordo di riammissione semplificata, ma che sta provocando una pressione sull’ufficio della migrazione del Canton San Gallo: “Siamo vicini al limite e stiamo già rimandando i lavori meno urgenti” ha affermato il direttore del dipartimento della giustizia Fredy Fässler. “Stiamo cercando di evitare che nella Svizzera orientale si vedano immagini di migranti bloccati al confine. Ma se le entrate abusive aumenteranno dovremo chiedere un aiuto alla Confederazione e agli altri Cantoni. Il problema non riguarda solo San Gallo ma tutta la Svizzera”.

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